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poligamia e monogamia

poligamia e monogamia. a confronto. Se vuoi amarmi, per null’altro sia Se non per amore. Mai non dire: “l’amo per il sorriso, e per la chioma, Per le dolci parole ed i pensieri Che somigliano ai miei; perché oggi mi ha dato Un dolce sentimento di quiete. Poiché possono tali cose, o Amato,

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poligamia e monogamia

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Presentation Transcript


  1. poligamia e monogamia a confronto

  2. Se vuoi amarmi, per null’altro sia Se non per amore. Mai non dire: “l’amo per il sorriso, e per la chioma, Per le dolci parole ed i pensieri Che somigliano ai miei; perché oggi mi ha dato Un dolce sentimento di quiete. Poiché possono tali cose, o Amato, Per se stesse cambiare, o in te; e l’amore Così posto , morrebbe. E non amarmi Per asciugare il pianto alle mie ciglia, Potrebbe non piangere più chi s’ebbe Il tuo conforto, e ne morrebbe amore. Amami solo per amore:s’ama così per sempre, Per l’eternità. G.Barret Browning

  3. monogamia Nella maggior parte delle culture il matrimonio è un legame fra un uomo e una donna allo scopo di formare una famiglia. L'articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo afferma: Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo stato.

  4. Poligamia La poligamia è il rapporto stabilito con vari scopi, tra cui principalmente quello a fini riproduttivi, tra un individuo di sesso maschile e due o più individui della stessa specie di sesso femminile. Nel caso di rapporti tra appartenenti al genere umano il termine diviene più restrittivo in quanto ci si riferisce ad una pratica matrimoniale molto antica, e tuttora ammessa in alcuni paesi, ma che nella legislazione degli stati occidentali è considerata reato.

  5. Il pensiero di Platone IL PENSIERO UTOPICO DI PLATONE RIGUARDO LA FAMIGLIA I punti fondamentali del suo pensiero sono: -Gli uomini migliori si uniranno con le migliori donne con il fine di creare una società eccellente. -La prole dei migliori sarà allevata diversamente dalla prole dei mediocri. -Le donne non devono vivere privatamente con nessuno. -I figli devono essere comuni e i genitori non devono riconoscere la prole. -I figli dei peggiori verranno nascosti per il bene dello stato. -Verranno fatti artifici affinché le madri non riconoscano i loro figli. -Si dovrà generare solo nel fiore dell’età compreso tra i 20 e i 40 anni. -Se due persone generano pur essendo nell’età giusta ma si congiungono senza un magistrato commettono peccato.

  6. L'ISLAM E IL MULTICULTURALISMO Presentiamo qui di seguito alcuni stralci dell’intervista all’Imam Cheikh Abdelkader Sul rapporto uomo-donna: A SUO PARERE, LA DONNA è UGUALE ALL’UOMO? No. Esempio : non ha il diritto di lavorare insieme agli uomini, perché potrebbe essere tentata da adulterio. LA DONNA DEVE ESSERE NECESSERIAMENTE SOTTOMESSA ALL’UOMO? Si,perché il capo famiglia è sempre l’uomo. Ma deve essere equo con sua moglie: non deve batterla senza motivo, né conside- rarla come una schiava. È PER QUESTO CHE LEI è FAVOREVOLE ALLA POLIGAMIA? Si, un musulmano può avere più mogli. Attenzione però, non più di quattro! E poi ci sono delle condizioni. PERCHE’ LA DONNA NON Può AVERE Più MARITI? Perché non si saprebbe più chi è il padre dei figli!

  7. LEI E’ FAVOREVOLE ALLA LAPIDAZIONE DELLE DONNE? Si, perché battere la propria moglie è autorizzato dal Corano, ma a certe condizioni, In particolare se tradisce suo marito. Attenzione però: l’uomo non ha il diritto di batterla ovunque : non nel viso, ma sotto, alle gambe, allo stomaco, sulle natiche. Può batterla forte per farle paura, affinché non ricominci! Con il multiculturalismo si gettano al macero i diritti delle donne in nome di una cieca tolleranza verso qualunque cultura e tradizione , anche verso quella che cancella iI diritto dell’uomo e delle donne. Il multiculturalismo, accettando la poligamia, sta facendo danni soprattutto verso la donna e la sua dignità, quindi combattere per la monogamia è un battaglia giusta per riuscire ad affermare i diritti delle donne.

  8. Il corano: è lecito picchiare la donna Prendiamo il Corano alla Sura 4, versetto 34 e si legge: “ gli uomini hanno autorità sulle donne a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre, e perché spendono (per esse) i loro beni. Le donne virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato nel sesso . Quanto a quelle di cui temete l’insubordinazione, ammonitele, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo e grande”

  9. STORIE DI DONNE NEL SENEGAL In Senegal l’articolo 113 del codice di famiglia offre tra possibilità differenti di accordo in caso di matrimonio: la poligamia ( con un massimo di quattro spose), la poligamia limitata ( due o tre spose) e la monogamia. Le donne però su questa scelta la pensano così: “quando mi sposerò non mi piacerebbe che mio marito avesse un’altra donna, Mi ricordo quando mio papà ha sposato la sua seconda moglie: non è stato facile per noi abituarci. Sono musulmana,credo in Dio, ma non penso che la poligamia sia una buona cosa. Anche firmare per la monogamia però non è facile, spesso le famiglie non sono d’accordo e fanno di tutto per evitarlo “ “quando tuo marito arriva e ti dice che ha sposato un’altra donna lo devi accettare È diverso dall’accettare che tuo marito esca con un’altra donna . Quello è molto più difficile, se ti dice che esce con un’altra donna farai di tutto per impedirglielo. Se invece sei una buona musulmana e ti dice che ha sposato una altra donna, l’accogli nella tua casa . Questo non significa che tu sia felice ma devi fare ogni cosa per mascherare a tuo marito la tua scontentezza .”

  10. IL DELITTO D'ONORE IN ITALIA Ingiurie, vendette e tradimenti: quando l´offesa si lavava col sangue L´articolo 587 del codice penale riconosceva l´offesa all´onore... Finivano sempre con grandi applausi quei processi in Corte di Assise. In aula si scatenava il putiferio, i parenti e gli amici stavano lì in adorazione dell’ imputato. Era un esempio per tutti, un vero uomo. Fu così anche quella mattina del marzo dell ‘81, quando a Salvatore V. concessero le famigerate attenuanti. Il giudice citò solennemente l´articolo 587 del codice penale e riconobbe per l´ultima volta in Italia il delitto d´onore.Faceva il portalettere, Salvatore, e con Maria abitava a Misilmeri, tra i giardini della Conca d´Oro. Un giorno di sei anni prima aveva detto a sua moglie che il direttore delle Poste l´aveva convocato a Palermo: tornò a casa e trovò Maria con il cognato Giovanni. Erano nella stanza da letto, lui nudo e lei in vestaglia. Tirò fuori il revolver e li uccise. In primo grado lo condannarono a 13 anni, in appello a 6 «per aver difeso l´onore suo».Per corna o per qualunque altra offesa a quella che in ogni sua sfumatura era considerata dignità, si sono versati fiumi di sangue e fiumi di inchiostro nelle alcove e nei palazzi di giustizia sparsi per il nostro Sud

  11. L´articolo del codice era sempre quello, il numero 587 che così recitava: «Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell´atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d´ira determinato dall´offesa recata all´onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da 3 a 7 anni». Qualcuno cercò di abolirlo già nel 1968. Il primo fu il ministro della Giustizia Oronzo Reale, poi Giuliano Vassalli. Ma le loro proposte si arenarono in Parlamento. Solo dopo il referendum sul divorzio e quello sull´aborto l´odioso articolo fu cancellato. La legge è la numero 442 del 5 agosto 1981. Eserciti di avvocati si sono arrampicati anche sui muri per sostenere le ragioni di quegli assassini. Come Giuseppe Casalinuovo, principe del foro di Reggio Calabria, che difese con successo un certo Annibale Mazzone con una sbalorditiva arringa: «E´ il disonore che ci devasta, che ci rende folli. In noi c´è il fuoco dei nostri vulcani... se sei tradito uccidi, te lo gridano i tuoi avi da millenni, te lo gridano i tuoi morti da tutte le fosse. Uccidi, se no sei disonorato due volte». REPUBBLICA 25 MARZO 2006

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