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Denis Picco Cremona, 18 marzo 2011

1° Workshop L’utilizzo degli scarti della lavorazione agro-industriale per fini energetici, per la produzione di nuove materie prime e/o ingredienti. Denis Picco Cremona, 18 marzo 2011.

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Denis Picco Cremona, 18 marzo 2011

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Presentation Transcript


  1. 1° WorkshopL’utilizzo degli scarti della lavorazione agro-industriale per fini energetici, per la produzione di nuove materie prime e/o ingredienti Denis Picco Cremona, 18 marzo 2011

  2. 1° WorkshopL’impiego efficiente delle biomasse combustibili nelle piccole e medie imprese: opportunità per il settore alimentare Denis Picco Cremona, 18 marzo 2011

  3. Il C.E.T.A., Centro di Ecologia Teorica ed Applicata, è una associazione senza fini di lucro, impegnata nel ramo ambiente ed energia • Dal 1987 svolge attività di sperimentazione, progettazione e ricerca di soluzioni con una precisa attenzione alla sostenibilità • Il C.E.T.A. si avvale di un team multisettoriale di tecnici e professionisti, specializzati nei diversi settori tecnologico, ambientale ed economico • Offre servizi e consulenze a privati, aziende e pubbliche amministrazioni

  4. Cosa Facciamo • Ambiente – Sviluppo sostenibile del territorio • Riqualificazione, ripristino e disinquinamento di aree degradate • Tecnologie a basso impatto ambientale per la tutela della risorsa idrica • Strategie finalizzate alla riduzione della produzione di rifiuti, tecnologie per il trattamento della frazione biodegradabile e del verde urbano • Studi di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica • Analisi del ciclo di vita di prodotti o processi • Energia – Ottimizzazione energetica • Scelta della tecnologia appropriata • Analisi della fattibilità e bancabilità, supporto alla progettazione tecnica • Consulenza finalizzata all’accesso al credito, business plan • Progettazione di filiere sostenibili, supporto alla pianificazione territoriale

  5. Cosa Facciamo • Gestione del territorio – Sviluppo economico e sociale • Pianificazione e programmazione strategica e partecipata in materia energetica, di governo del territorio, di gestione di ecosistemi sensibili • Bilanci ambientali e modelli di contabilità ambientale, analisi costi/benefici e analisi multicriteri • Marketing territoriale, disciplinari e marchi di qualità • Valorizzazione delle risorse territoriali e paesaggistiche • Ricerca ed innovazione – Soluzioni e strategie innovative • Ricerca e sviluppo di colture agrarie dedicate per la produzione di energia e per la tutela del territorio • Sfruttamento di biomasse residuali per la produzione di biocombustibili e biocarburanti di seconda e terza generazione • Sviluppo di tecnologie avanzate ed innovative compatibili con l’ambiente • Nuove soluzioni e materiali ecoefficienti per l’edilizia • Cooperazione tra enti di ricerca volta allo sviluppo di partenariati internazionali sui temi dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile

  6. La Politica rinnovabile al 2020 – Le biomasse • RUOLO DELLE BIOMASSE NELLE POLITICHE DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE RINNOVABILE • RAPPORTO TRA IL SETTORE AGRO-ALIMENTARE E L’ENERGIA • POSSIBILITA’ ED OPPORTUNITA’ PER L’UTILIZZO EFFICIENTE DELLE BIOMASSE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

  7. La Politica rinnovabile al 2020 – Le biomasse • La Direttiva europea RES (2009/28/CE), sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, ha stabilito precisi obbiettivi da raggiungere entro il 2020, in termini di energia rinnovabile, per una quota complessiva a scala europea del 20% (trasporti il 10%) sui consumi di energia primaria • L’Italia deve raggiungere il 17% (trasporti il 10%) • Il 3 marzo 2011 è stato approvato il decreto legislativo che recepisce la Direttiva 2009/28/CE (di prossima pubblicazione) • Il Piano di azione nazionale delle energie rinnovabili dell’Italia(PAN) definisce la strategia e gli strumenti da adottare per raggiungere i risultati nei tempi previsti (giugno 2010)

  8. La Politica rinnovabile al 2020 – Le biomasse • Secondo il PAN i consumi finali lordi di energia al 2020 saranno uguali a quelli del 2008 (aumento efficienza e minori consumi crisi economica), pari a 131 Mtep • La quota di rinnovabili è del 17%, pari a 22 Mtep, di cui il 46% dovrà essere prodotto da biomasse (elettrico, calore e trasporti), che hanno quindi un ruolo decisivo. Fonte: Berton, 2010, (modicato)

  9. La Politica rinnovabile al 2020 – Le biomasse • Energia elettrica • Il contributo delle biomasse alla produzione di energia elettrica rinnovabile sarà complessivamente circa del 20%, di cui oltre la metà da biomasse solide • Energia termica • Il contributo delle biomasse alla produzione di energia termica sarà complessivamente quasi del 58% (+233% rispetto al 2005), di provenienza quasi esclusiva da biomasse solide Fonte: Berton, 2010

  10. Definizione di Biomassa • Il termine biomassa è l’abbreviazione di "massa biologica" e indica qualsiasi sostanza organica derivata direttamente o indirettamente dalla fotosintesi. • Grazie al processo di fotosintesi, i vegetali sono in grado di convertire l’energia solare in energia chimica e conservarla sottoforma di molecole complesse, ad elevato contenuto energetico.

  11. Comparti per la produzione di biomassa • Forestale e Agro-forestale • Legno, cimali, ramaglie, cippato, ecc. • Agricolo • Colture dedicate (erbacee, legnose, zuccherine, ecc.) • Residui colturali (potature, paglie, stocchi, ecc.) • Zootecnico • Deiezioni (bovine, suine, avicole, ecc). • Residui delle attività industriali e agro-industriali • Industria del legno, della cellulosa, carta, dell’agro-alimentare (sansa, gusci, bucce, scarti macellazione, siero di latte, ecc.) • Residui urbani • Potatura alberate, verde pubblico, ecc.

  12. Conversione energetica delle biomasse vegetali Fonte: Candolo, 2006 Generazione di energia termica, elettrica, frigorifera, meccanica

  13. Produzione di energia da fonte rinnovabile Fonte: Candolo G., 2006 Diverse modalità di conversione energetica Diverse tipologie biomasse

  14. Consumi energetici settore agro-alimentare • I consumi energetici del settore agro-alimentare sono principalmente riconducibili a: • utilizzo di energia elettrica, per gli impianti frigoriferi (circa il 60%) e per il funzionamento degli impianti produttivi (il rimanente 40%) • utilizzo di energia termica, solitamente derivante da fonte fossile come il gas metano, per le più varie e diversificate applicazioni che prevedono trattamenti termici delle varie produzioni del settore (es. essiccazione, pastorizzazione, sterilizzazione, ecc.)

  15. Consumi energetici settore agro-alimentare • Uno dei primi passi da effettuare per introdurre un impiego efficiente delle biomasse combustibili, ed in generale di tutte le biomasse, è una attenta analisi dell’efficienza energetica del processo produttivo: • analizzare i flussi energetici (input e output energetici, potenze, tempi) • identificare i punti energetici critici • valutare le possibilità di risparmio (es. motori e sistemi di illuminazione ad alta efficienza)e di recupero energetico (es.recupero dei flussi di calore) • verificare la possibilità di attuare la valorizzazione energetica dei propri sottoprodotti, sempre in un ottica di sostenibilità degli interventi • valutare la possibilità di creare filiere agro-energetiche locali, contestualizzateal territorio, per il soddisfacimento, anche parziale, dei fabbisogni energetici e accedere alle forme di incentivazione previste per la produzione di energia da fonti rinnovabili

  16. Valorizzazione energetica delle biomasse • Dalle biomasse, siano esse derivanti da materiale vegetale/animale di scarto o da colture agricole dedicate, è possibile ricavare biocombustibili e biocarburanti, che possono essere efficientemente utilizzati per la produzione di energia rinnovabile, con potenziali ricadute positive in termini economici, ambientali e sociali. • Nell’utilizzo delle biomasse da colture dedicate è importante considerare l’intero processo produttivo della materia prima, per valutarne: • l’attitudine e la disponibilità di un territorio agricolo • i costi di coltivazione e/o approvvigionamento e condizionamento • la tecnologia di conversione energetica più idonea, • la gestione dei materiali residuali, ecc. • Un attento studio della filiera nei suoi molteplici aspetti è alla base del successo di una iniziativa imprenditoriale nel mondo delle biomasse a destinazione energetica.

  17. Valorizzazione energetica dei sottoprodotti agro-alimentari • I sottoprodotti della lavorazione agro-industriale diventano tali una volta avviati ad una logica di recupero dell’energia in essi contenuta: • non scarti quindi, ma sottoprodotti • non costi di smaltimento, ma opportunità di utilizzo energetico e risparmio sulla bolletta • Gli esempi applicativi ai fini energetici sono i più disparati in funzione dello specifico settore agro-alimentare di riferimento • Ogni tipologia di scarto (o sottoprodotto) è contraddistinto da specifiche caratteristiche fisico chimiche che ne suggeriscono l’applicazione energetica e la relativa tecnologia da utilizzare

  18. Valorizzazione energetica dei sottoprodotti agro-alimentari • Settore cereali e riso • Residui colturali (stoppie, paglie, ecc.) • Scarti di produzione granaglie • Produzioni inquinate da tossine (es. aflatossine) • Residui di lavorazione (es. lolla) • Settore zootecnico e lattiero-caseario • Reflui zootecnici (letame, liquami, pollina, ecc.) • Siero di latte • Settore zootecnico e lavorazione carni • Reflui zootecnici (letame, liquami, pollina, ecc.) • Scarti di macellazione • Settore pastario e prodotti da forno • Scarti di lavorazione • Settore zucchero • Residui a pieno campo delle bietole • Residui di lavorazione delle bietole • Settore viti-vinicolo • Sarmenti • Vinacce • Settore olivicolo - oleario • Residui di potatura • Sansa • Nocciolino • Settore frutticolo e succhi frutta • Residui di potatura • Scarti a pieno campo • Scarti di lavorazione • Noccioli • Ecc. • Settore orticolo - vegetale • Scarti a pieno campo • Scarti di lavorazione • Ecc.

  19. Valorizzazione energetica dei sottoprodotti agro-alimentari • L’utilizzo energetico delle biomasse residuali si diversifica quindi in funzione: • delle caratteristiche fisico chimiche della biomassa • della tecnologia di conversione applicabile • della quantità di materia prima disponibile, • della potenza dell’impianto energetico • della tipologia di prodotto energetico che si desidera ottenere.

  20. Biomasse e produzione di energia rinnovabile • In linea di massima è possibile suggerire l’utilizzo di materiali con basso contenuto idrico, o con biomasse facilmente essiccabili all’aria, come la lolla di riso od i gusci di noce all’interno di sistemi di combustione o gassificazione per la produzione di energia termica e/o elettrica. • Materiali vegetali come il siero di latte o gli scarti del settore orto-frutta, caratterizzati da un maggior contenuto in acqua, possono essere invece utilizzati per la produzione di biogas, attraverso i processi di fermentazione anaerobica, e quindi di energia elettrica e calore. • I residui del processo di produzione dei succhi di frutta, le vinacce, il siero di latte possono essere anche destinati alla produzione di bioetanolo (biocarburante). • Ad ogni tipologia di sottoprodotto deve quindi essere associato il più efficace ed efficiente sistema di valorizzazione energetico.

  21. Sintesi • Il risparmio energetico e lo sfruttamento delle fonti rinnovabili sono punti chiave per garantire la competitività del settore agro-alimentare. • La riduzione e l’ottimizzazione dei consumi energetici, nonché la diversificazione degli approvvigionamenti energetici attraverso l’uso delle fonti rinnovabili, concorrono a ridurre quelli che sono i costi di produzione del bene alimentare, e quindi a renderlo maggiormente competitivo sui mercati di riferimento. • Gli obbiettivi nazionali e comunitari in termini di produzione di energia da fonti rinnovabili sono ambiziosi e le biomasse dovranno giocare un ruolo ancor più di rilievo per garantirne il raggiungimento al 2020 • Il settore alimentare, caratterizzato da elevate richieste di energia, ha grandi potenzialità in termini di biomasse residuali sfruttabili per la produzione di energia

  22. Sintesi • Il sistema nazionale di incentivazione della produzione di energia elettrica nei piccoli impianti è elevato, ed è in grado di giustificare investimenti nel settore alimentare per il recupero degli scarti di produzione e lavorazione • Si attendono i numerosi decreti attuativi del decreto legislativo sulle energie rinnovabili (3 marzo 2011) per meglio comprendere le nuove forme di incentivazione, in particolare sull’energia termica (riforma dei certificati bianchi) • Le tecnologie di valorizzazione energetica delle biomasse sono in continuo consolidamento e miglioramento • Sono positive anche le ricadute sociali, stante il mantenimento delle risorse economiche in ambito aziendale (normalmente destinate all’acquisto dei combustibili fossili di provenienza estera) e l’aumentata competitività aziendale derivante dai minori costi di produzione dell’energia e del prodotto finale; questi fattori possono anche esprimersi con positive ricadute occupazionali nel settore • A livello generalizzato, il settore agro-alimentare può quindi uscire rafforzato e più competitivo sul mercato nazionale ed internazionale

  23. Grazie per l’attenzione! Via Licinio, 44 – 34170 Gorizia Tel. 0481 - 537159 Web site: www.ceta.ts.it E-mail: denis.picco@ceta.ts.it

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