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LA CLINICA DEI DISTURBI ALIMENTARI NEI BAMBINI: ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

LA CLINICA DEI DISTURBI ALIMENTARI NEI BAMBINI: ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI Incontro sul tema: “Guadagnare salute” Dott.sa Erica Gilardini Psicologa dell'età evolutiva. ASPETTI PSICOLOGICI DELL'ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI

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LA CLINICA DEI DISTURBI ALIMENTARI NEI BAMBINI: ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

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  1. LA CLINICA DEI DISTURBI ALIMENTARI NEI BAMBINI: ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI Incontro sul tema: “Guadagnare salute” Dott.sa Erica Gilardini Psicologa dell'età evolutiva

  2. ASPETTI PSICOLOGICI DELL'ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI • L'alimentazione rappresenta un aspetto essenziale dell'accudimento e della cura dei bambini: • Fonte di rassicurazione e soddisfazione • Intensa preoccupazione per eventuali disturbi • Normalità: • 6/7 mesi, svezzamento o angoscia dell'estraneo, quindi il nuovo adattamento alla realtà • 2/3 anni, il rifiuto del cibo è l'espressione di un normale processo evolutivo • Patologia: il disturbo alimentare come la difficoltà del bambino a stabilire pattern regolari di alimentazione con un'adeguata immissione di cibo e a regolare la propria alimentazione con gli stati fisiologici di fame o sazietà (es. riempire un vuoto). • Il comportamento alimentare è influenzato: • Dai processi fisiologici che dipendono dallo stimolo dell'appetito • Dalle differenze individuali (bambini ipersensibili o iposensibili)‏ • Dalle abilità sensomotorie basate sulla maturazione neurologica (neurotrasmettitori) e sulle esperienze di apprendimento (es. educazione all'alimentazione), sociali (es. la scuola e le diversità) e affettive (es. diversi valori del cibo e le conseguenze).

  3. QUADRI CLINICI DEI PRIMI 3 ANNI DI VITA ED ALCUNI AUTORI • Disturbo della Nutrizione dell'Infanzia o della Prima Fanciullezza, come incapacità di nutrirsi in modo adeguato. Ad esempio, gli “Spizzicatori” del primo anno di vita (scarso appetito e rifiuto selettivo di alcuni alimenti, modalità conflittuali nell'assunzione del cibo, scarso accrescimento corporeo), o l' “Obesità” (nei primi 3 anni). • Disturbo della Pica, come ingestione di sostanze non alimentari. • Disturbo di Ruminazione, come rigurgito ripetuto o rimasticazione del cibo. • Kreisler: l'Anoressia Comune Precoce, in coincidenza dello svezzamento e le Anoressie Complesse, del primo anno di vita, hanno come sfondo una madre che obbliga all'assunzione di cibo e un bambino che rifiuta. • Woolston: Disturbo Relativo dell'Attaccamento nell'Infanzia (esordio entro gli 8 mesi), per carenza di coinvolgimento reciproco; Malnutrizione Caloproteica per inadeguatezza della dieta; Rifiuto Patologico del Cibo (esordio entro l'anno di vita). • Chatoor: Disturbi Alimentari dell'Omeostasi (0-3 mesi), Disturbo Alimentare dell'Attaccamento (2-8 mesi), Disturbo Alimentare di Separazione o Anoressia Infantile (6 mesi- 3 anni), Disturbo Alimentare Post-Traumatico (in seguito ad un trauma). • Cosa hanno in comune: • Una scarsa sintonizzazione tra la storia relazionale della madre ed il temperamento del bambino (es. quali aspettative?)‏ • Scambi emotivi poco empatici (es. le madri depresse)‏ • Assenza di negoziazione tra lo sviluppo verso l'autonomia e la regressione verso la dipendenza (es. se diventa una lotta subentra il rifiuto).

  4. EPIDEMIOLOGIA, DECORSO E TERAPIA • Presenti maggiormente nella popolazione femminile. • Le statistiche sono poco attendibili per la variabile età, poiché le segnalazioni sono tardive (se l'esordio è prima dei 3 anni viene segnalato di solito in adolescenza). • Stabilità e continuità nel tempo (l'evoluzione tende verso vari disturbi della crescita; lo scarso appetito ed il rifiuto del cibo nell'infanzia tendono all'Anoressia in adolescenza; l'irregolarità nei comportamenti alimentari e il Disturbo della Pica tendono verso le tendenze bulimiche). • In adolescenza: • Anoressia mentale • Bulimia nervosa • Disturbo dell'Alimentazione Non Specificato (alimentazione selettiva, disturbo emotivo di rifiuto del cibo, disfagia funzionale, rifiuto pervasivo). • n.b.: va tenuta in considerazione l'influsso della cultura e del gruppo sociale. • Terapie consigliate: • Famigliare, se il disturbo è presente in un pz prima dei 16 anni. • Individuale. • Di gruppo, per il pz o per la famiglia. • Trattamento farmacologico e ricovero, nei casi gravi a rischio di morte. • n.b.: l'approccio cognitivo-comportamentale statisticamente risulta il più efficace, seguito dal counselling ad indirizzo psicodinamico.

  5. PSICODINAMICA E PSICOPATOLOGIA • 1: prospettiva pulsionale: • Discrepanze tra il programma alimentare imposto ed i desideri del bambino; • Disturbi alimentari sono legati a emozioni conflittuali nei confronti della madre trasferiti sul cibo che la rappresenta; • Comportamenti contraddittori della figura di accudimento in risposta ai conflitti emotivi del bambino: es. il cibo offerto come ricompensa o negato per castigo. • 2: prospettiva dell'attaccamento: • Il bambino ha fame e viene attivato il comportamento di attaccamento come motivazione primaria che ha lo scopo di ottenere la vicinanza fiduciosa della madre che deve rispondere sensibilmente a questa richiesta; • I ritmi biologici vengono regolati in senso diadico, quindi dall'autoregolazione dei propri stati interni alle regolazioni interattive, ovvero il dialogo tra la mamma ed il bambino permette la sintonizzazione affettiva di lei con gli stati interni del bambino (ad es. nell'allattamento);

  6. L'alimentazione costruisce delle tracce di memoria poiché la ritmicità biologica esige la ripetizione, che impedisce l'estinzione del ricordo e dell'esperienza di essere alimentati (es. ciclo fame-sazietà). • Si crea un sistema di aspettative condivise che il bambino riconosce che comportano violazioni delle aspettative ma anche i successivi sforzi di riparazione (es. nelle madri depresse dove il bambino si autoregola, oppure nell'offerta di cibo allo scopo di calmare il bambino e ancora nel prolungare il momento di nutrizione per una gratificazione personale della madre). • 3: prospettiva culturale: • Condizioni socio-economiche svantaggiate e malattie psichiatriche dei genitori portano all'instaurarsi di modelli relazionali trans-generazionali negligenti e disfunzionali. • 4: prospettiva cognitivista: • L'uso del cibo come rinforzo o punizione, come premio o castigo; • L'importanza di “patti chiari” tra genitori e bambini.

  7. BIBLIOGRAFIA • Manuale di psicopatologia dell'infanzia, M. Ammaniti. Raffaello Cortina Editore. • Manuale di psicopatologia dell'adolescenza, M. Ammaniti. Raffaello Cortina Editore. • DSM IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. • Psicopatologia dello sviluppo, F. Celi. Mc Graw Hill. • Manuale di psicologia dello sviluppo, L. Camaioni. Il Mulino. • Psicopatologia dello sviluppo, Fava-Viziello. Il Mulino. • TESTI CONSIGLIATI • Sprecata, Marya Hornbacher. Ed. Tea. • Il muro dell'anoressia, D. Cosenza. Ed. Astrolabio. • La gabbia d'oro, Hilde Bruch. Ed. Feltrinelli. • Quando il primo amore uccide, B. Samson. Ed. Tea. • Briciole, A. Arachi. Feltrinelli. • Tutto il pane del mondo, F. De Clercq. Bompiani. • Trenta chili, S. Sabbadini- L. De Vita. Ed. Nutrimenti. • Appetiti, C. Knapp. Ed. Tea. • “LA RAGIONE E LA PASSIONE SONO IL TIMONE • E LE VELE DI QUEL NAVIGANTE CHE è L'ANIMA NOSTRA”. • K. GIBRAM

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