1 / 106

DIAGNOSI E TERAPIA DELLA SINDROME METABOLICA

DIAGNOSI E TERAPIA DELLA SINDROME METABOLICA. 90. 1995. 80. 2000. 70. 2025. 60. 50. 40. 30. 20. 10. 0. diabete mellito: prevalenza. milioni. Medit. Est. Africa. America. Europa. Asia SE. Pacifico. stime WHO. Hoo rn Study (n=1342). 80. 60.

gyala
Download Presentation

DIAGNOSI E TERAPIA DELLA SINDROME METABOLICA

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. DIAGNOSI E TERAPIA DELLA SINDROME METABOLICA

  2. 90 1995 80 2000 70 2025 60 50 40 30 20 10 0 diabete mellito: prevalenza milioni Medit. Est Africa America Europa Asia SE Pacifico stime WHO

  3. Hoorn Study(n=1342) 80 60 Incidenza a 6 anni di diabete mellito (%) 40 64,5 20 33.8 33 4,5 0 IFG/NGT IFG/IGT NGT NFG/IGT (JAMA,April 25, 2001 Vol. 285, No. 16)

  4. I tipo 1 (distruzione b-cellulare, fino ad assoluta insulino-deficienza) A. B. immuno-mediato idiopatico II tipo 2 III altre forme ad eziologia nota A. B. C. D. E. F. G. H. mutazioni note della funzione b-cellulare mutazioni note dell’azione dell’insulina malattie del pancreas esocrino altre endocrinopatie secondario a chimici o farmaci infezioni forme rare immuno-mediate altre malattie genetiche associate al diabete IV gestazionale (GDM) classificazione eziologica del diabete (variabile da una predominante insulino-resistenza con associato deficit relativo b-cellulare fino ad un difetto predominante di secrezione associato ad insulino-resistenza)

  5. II tipo 2 (variabile da una predominante insulino-resistenza deficit  cellula insulino-resistenza classificazione eziologica del diabete con associato deficit relativo b-cellulare fino ad un difetto predominante di secrezione associato ad insulino-resistenza)

  6. normali obesi obesi + IGT obesi + DM magri + DM obesi+ DM ipoinsulinemici 7 6 5 4 3 180 140 100 60 20 ? insulina media durante OGTT (µU/ml) insulino-sensibilitàglucose clamp (mg·kg-1·min -1) 400 320 240 160 80 glicemia media durante OGTT (µU/ml) ? storia naturale del diabete tipo 2 DeFronzo RA. Diabetes 37:667, 1988

  7. 14 12 10 8 6 4 2 0 1 10 100 1,000 10,000 curva dose/risposta durante clampinsulino-resistenza nei diabetici controlli glucosio metabolizzato mg·kg-1·min-1 diabetici insulina (U/ml)

  8. 140 120 100 glucosio 20 g 80 60 insulina (U/ml) -30 0 30 60 120 40 20 0 tempo (min) risposta dell’insulina durante IVGTTperdita della prima fase di secrezionenei diabetici controlli diabetici Ward WK, et al. Diabetes Care 1984; 7:491

  9. nel diabete di tipo 2è comunque presenteinsulino-resistenzaassociata ad un deficit di • secrezione di insulinaselettivo della prima fase

  10. variazioni di secrezione e sensibilitàprogressione verso il diabete nei Pima 500 400 non progressione 300 NGT IVGTT insulina U/ml progressione NGT NGT NGT 200 IGT 100 DM Weyer C. et al. JCI 104:787, 1999 0 0 1 2 3 4 5 CLAMP(glucosio in mg·kg-1·EMBS ·min-1)

  11. 200 170 110 80 50 20 omeostasi glicidica 140 glucosio

  12. clamp euglicemico _ +

  13. M index 100 9 80 6 60 40 3 20 0 0 160 120 80 40 0 0 6 20 40 60 80 100 120 CLAMP EUGLICEMICO IPERINSULINEMICO Glucose Infusion Rate (mg/kg/min) Glicemia (mg/dl) Infusione e.v. di insulina 1 mU/kg/min Insulinemia (µU/ml) Tempo (min)

  14. vantaggi C-peptide 10 normo- secretori normo- secretori 1 svantaggi incerti incerti iposecretori iposecretori 0.1 Madsbad S, Acta Medica Scand, 1981, 210: 153 C-peptide dopo stimolo con glucagone • rapido, semplice, economico • elevata riproducibilità • facile interpretazione dei risultati basale dopo glucagone • stimolo non specifico • dipendente dalla glicemia del momento • influenzato dal controllo metabolico (glucotossicità)

  15. SM: definizione insulino-resistenza subnormale risposta all’insulina, misurabile come ridotta capacità dell’insulina di regolare il metabolismo del glucosio e di altri nutrienti, con conseguenze fisiopatologiche a livello di cellule e tessuti, incluso il sistema cardiovascolare, e con importanti implicazioni e sequele cliniche Accademia Nazionale di Medicina 2003

  16. sindrome metabolica • Che cosa è • Classificazioni utilizzate • Patogenesi • Complicanze • Terapia

  17. sindrome metabolica • Che cosa è • Classificazioni utilizzate • Patogenesi • Complicanze • Terapia

  18. definizione aggregazione di più fattori di rischio cardiovascolari di tipo metabolico e non, accomunati dalla presenza di insulino-resistenza la sindrome metabolica sinonimi: • sindrome plurimetabolica • sindrome X (metabolica) • sindrome dell’insulino-resistenza

  19. La “Sindrome Metabolica” è un’associazione di alterazioni: • METABOLICHE IGT o Diabete mellito tipo 2 Dislipidemia Iperuricemia • EMODINAMICHE • Ipertensione arteriosa • COAGULATIVE • Iperfibrinogenemia

  20. sindrome metabolica • Che cosa è • Classificazioni utilizzate • Patogenesi • Complicanze • Terapia

  21. definizione OMS (1999) • IFG o IGT o Diabete mellito di tipo 2 • Insulino resistenza: IR (clamp) CON ASSOCIATE ALMENO 2 DELLE SEGUENTI CARATTERISTICHE: • trigliceridi > 150 mg/dl; • colesterolo HDL <35 mg/dl nell’uomo e <39 mg/dl nella donna; • pressione arteriosa > 160/90 mmHg; • obesità centrale (W/H > 0,9 nell’uomo e > 0,85 nella donna e/o BMI > 30); • microalbuminuria (U-AER 30-300 mg/24h). (Alberti KGMM et al, Diabetic Med, 1998)

  22. Definizione NCEP (2001) DIAGNOSI DI SINDROME METABOLICA POSSIBILE SE PRESENTI 3 O PIU’ DEI SEGUENTI FATTORI: • obesità centrale (circonferenza vita >102 cm nell’uomo, > 80 cm nelle donne); • trigliceridi ≥ 150 mg/dl; • colesterolo HDL < 40 mg/dl nell’ uomo e < 50 mg/dl nelle donne; • pressione arteriosa ≥ 135/85 mmHg; • glicemia a digiuno ≥ 110 mg/dl. (JAMA, May 16, 2001 Vol. 285, No. 19)

  23. Definizione IDF (2005) • Obesità centrale (circonferenza vita >94 cm nell’uomo, >80 cm nella donna CON ASSOCIATE ALMENO 2 DELLE SEGUENTI CARATTERISTICHE: • trigliceridi > 150 mg/dl; • colesterolo HDL <40 mg/dl nell’uomo e <50 mg/dl nella donna; • pressione arteriosa > 130/85 mmHg; • glicemia a digiuno >100 mg/dl o diabete noto

  24. sindrome metabolica • Che cosa è • Classificazioni utilizzate • Patogenesi • Complicanze • Terapia

  25. eziopatogenesi della sindrome metabolica dislipidemia IGT / DM ipertensione obesità viscerale fattori ambientali: • sovralimentazione • no attività fisica fattori genetici: • genotipo risparmiatore resistenza insulinica iperinsulinemia disfunzione endoteliale aterosclerosi

  26. ipotesi del thrifty genotype carestia carestia obesità diabete mellito ipertensione dislipemia società di raccoglitori e cacciatori di gruppo società moderna abbondanza abbondanza thrifty genotype o genotipo risparmiatore abbondanza abbondanza abbondanza abbondanza sopravvivenza mortalità CV

  27. sindrome metabolica • Che cosa è • Classificazioni utilizzate • Patogenesi • Complicanze • Terapia

  28. Incidenza di aterosclerosi carotidea (1990-95) nella sindrome metabolica : studio di Brunico * P=0.02 No Sindrome Metabolica Sindrome Metabolica * 55 50 45 * 40 % 35 30 25 20 15 10 5 0 Incidenza Stenosi Incidenza Placche (Bonora E, Diabetes 1998, 47: 1643)

  29. Malattia coronarica nella sindrome metabolica: studio di Brunico No Sindrome Metabolica Sindrome Metabolica 40 30 % P<0.001 20 P=0.012 10 0 Prevalenza 1995 Incidenza 1990-95 (Bonora E, Diabetes 1998, 47: 1643)

  30. sindrome metabolica:mortalità * * p<0.001 * % Isomaa e coll., Diabetes Care 24:683. 2001

  31. sindrome metabolica • Che cosa è • Classificazioni utilizzate • Patogenesi • Complicanze • Terapia

  32. Diabetes Prevention Program (DPP)scopo principale: comparazione per efficacia e sicurezza di strategie di prevenzione o ritardo della comparsa del diabete in pazienti a rischio soggetti arruolati: età  25 aa. BMI  22 kg/m2 IGT (2h dopo OGTT 140 - 199 mg/dl) ma anche digiuno 95 - 125 mg/dl almeno 50 % donne circa 20% > 65 aa. circa 50% minoranze etniche a rischio

  33. Diabetes Prevention Program 3819 1079 1073 585 1082 Gruppi di trattamento Intervento intensivo sullo stile di vita Metformina Troglitazone Placebo Sospeso per tossicità Dieta: -7% peso iniziale Attività fisica: >150 min/settimana

  34. Diabetes Prevention Program (DPP) intervento intensivo per stile di vita: raggiungere e mantenere una riduzione del peso di almeno il 7% attività fisica di almeno 150 min/sett per 700 Kcal/sett colloqui con esperti: 16 incontri individuali nelle prime 24 settimane contatti telefonici almeno mensili incontri individuali almeno ogni 2 mesi disponibili 2 incontri settimanali per l’attività fisica incentivi con attrezzature ginniche (e.g., tapis roulant) iscrizioni gratuite in palestre visite domiciliari diete personalizzate modificate in itinere corsi di gruppo della durata di 4-6 settimane

  35. DPP: variazioni dell’attività fisica 8 6 4 2 0 0 1 2 3 4 stile di vita MET ore/sett metformina placebo anni di follow-up NEJM 346: 393, 2002

  36. DPP: variazioni del peso corporeo +4 +2 0 -2 -4 -6 -8 0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4 placebo kg metformina stile di vita anni di follow-up NEJM 346: 393, 2002

  37. DPP: HbA1c 6.2 6.1 6.0 5.9 5.8 5.7 0 1 2 3 4 placebo metformina % stile di vita anni di follow-up NEJM 346: 393, 2002

  38. DPP: incidenza cumulativa di diabete 40 35 30 25 20 15 10 5 0 0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4 placebo metformina % stile di vita anni di follow-up NEJM 346: 393, 2002

  39. EVIDENZE CLINICHE • Riduzione della mortalità da tutte le cause • Miglioramento composizione corporea • Miglioramento sensibilità insulinica e prevenzione del diabete mellito di tipo 2 • Assetto lipidico meno aterogeno • Riduzione pressione arteriosa • Riduzione della mortalità coronarica • Probabile riduzione del rischio di ictus cerebrale

  40. 5 soggetti normali con patologie CV 4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 capacità fisica e mortalità da tutte le cause RR di morte l’incremento di 1 MET riduce del 12% il rischio di mortalità quintili di capacità fisica Myers et al. N Engl J Med 346: 793, 2002

  41. EVIDENZE CLINICHE • Riduzione della mortalità da tutte le cause • Miglioramento composizione corporea • Miglioramento sensibilità insulinica e prevenzione del diabete mellito di tipo 2 • Assetto lipidico meno aterogeno • Riduzione pressione arteriosa • Riduzione della mortalità coronarica • Probabile riduzione del rischio di ictus cerebrale

  42. effetti dell’esercizio fisico sulla composizione corporea 20-45 min di es. fisico 3 v/sett. associati alla dieta rispetto alla sola dieta riducevano in modo simile il peso (11,8 vs 9,2 kg) ma comportavano una perdita maggiore di grasso e minore di massa magra Pavlou KN et al. Am J Clin Nutr 49: 1115, 1989 TAC addominale (scan a livello di L3-L4) prima e dopo 2 anni di attività fisica costante in un uomo di 40 anni con obesità viscerale

  43. EVIDENZE CLINICHE • Riduzione della mortalità da tutte le cause • Miglioramento composizione corporea • Miglioramento sensibilità insulinica e prevenzione del diabete mellito di tipo 2 • Assetto lipidico meno aterogeno • Riduzione pressione arteriosa • Riduzione della mortalità coronarica • Probabile riduzione del rischio di ictus cerebrale

  44. insulino-sensibilità in relazione alla frequenza di attività fisica intensa e al dispendio energetico totale(studio IRAS, n=1467) 2.5 2 1.5 sensibilità insulinica (min-1.mU-1.ml-1.10-4) 1 0.5 0 frequenza di attività intensa dispendio energetico totale Mayer-Davis et al. JAMA 1998

  45. utilizzazione di glucosio durante clamp euglicemico * p=0.04 * 8 6 M (mg/Kg.min) 4 2 Finale 0 Basale Controlli Intensiva Moderata (Kirsten A, Diabetes Care 2002, 445: 25)

  46. 1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 < 0.6 0.6-2.0 2.1-3.8 3.9-9.9 > 9.9 rischio di diabete tipo 2 in relazione alla quantità di marcia in donne che non effettuavano attività fisica intensa(Nurses’ Health Study) p<0.001 RR quintili di attività come marcia (MET ore/sett) (Hu et al., JAMA 1999)

  47. EVIDENZE CLINICHE • Riduzione della mortalità da tutte le cause • Miglioramento composizione corporea • Miglioramento sensibilità insulinica e prevenzione del diabete mellito di tipo 2 • Assetto lipidico meno aterogeno • Riduzione pressione arteriosa • Riduzione della mortalità coronarica • Probabile riduzione del rischio di ictus cerebrale

  48. ipertrigliceridemia la triade aterogena della sindrome metabolica  COL HDL • LDL piccole e dense

  49. EFFETTI DELL’ESERCIZIO FISICO DI TIPO AEROBICO SULLE LIPOPROTEINE • Riduzione della trigliceridemia (VLDL) • Incremento del COL HDL • Riduzione delle LDL piccole e dense ed aumento delle LDL di maggiori dimensioni

More Related