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Introduzione alla crescita: alcuni fatti

Introduzione alla crescita: alcuni fatti. Prof. Hartmut Lehmann Dipartimento di Scienze Economiche. Principali fatti stilizzati della crescita (fatto 1).

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Introduzione alla crescita: alcuni fatti

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Presentation Transcript


  1. Introduzione alla crescita: alcuni fatti Prof. Hartmut Lehmann Dipartimento di Scienze Economiche

  2. Principali fatti stilizzati della crescita (fatto 1) 1) Variazione enorme del reddito pro capite (rpc) se facciamo un confronto tra paesi – per esempio, i più poveri paesi nel mondo hanno un rpc che è meno di 5% del rpc dei paesi più ricchi. Vedi tabella 1

  3. Tabella 1“Paesi ricchi”

  4. Tabella 1, cont.“Paesi poveri”

  5. Tabella 1, cont.“Miracoli di crescita”

  6. Table 1, continued“Disastri di crescita”

  7. Come misurare livelli di reddito nel confronto internazionale? • La 1a colonna dimostra PIL pro capite con tasso di cambio alla parità del potere d’acquisto (PPP). (Semplice esempio tasso di cambio alla parità del potere d’acquisto (PPP): L’Economist pubblica tassi di cambio bassati su prezzi di un Big Mac in tutti Paesi del mondo. Il tasso di cambio alla parità del potere d’acquisto è bassato sui prezzi do molti beni.)

  8. Come misurare livelli di reddito nel confronto internazionale? • La 2a colonna dimostra PIL pro lavoratore. Otteniamo questo dato dividendo PIL pro capite con il tasso di partecipazione (colonna 1 / colonna 3) PIL pro lavoratore spesso si prende come una misura produttiva (i.e. produzione prodotta da un lavoratore), invece PIL pro capite si intendecome misura di welfare (il prodotto usato per il consumo o gli investimenti da una persona). Comunque, si può giustificare l’uso del PIL pro lavoratore per un confronto del welfare tra Paesi. Perché? Perche produzione a casa e l’economia sommersa non sono inclusi nel PIL ufficiale; invece il PIL pro lavoratore riflette output misurato diviso per input misurato.

  9. Livelli di reddito nel confronto internazionale • La tabella 1 dimostra paesi ricchi vs. paesi poveri– tremenda variazione nel PIL pro capite tra per esempio Stati Uniti e Uganda: Stati Uniti aprossimamente 29 volte più ricchi del’Uganda . • Ma il tasso di partecipazione è lo stesso in entrambi paesi; quindi la causa maggiore per questa grande divergenza non può essere lo sforzo che la società mette in attività economiche (possiamo prendere la partecipazione nel mercato del lavoro come una misura aprossimativa dello “sforzo”). E’ la tecnologia che spiega questa divergenza.

  10. Livelli di reddito nel confronto internazionale • Grafico 1 dimostra che in 1995 che più della meta della popolazione mondiale aveva un PIL per lavoratore inferiore a 10% del U.S. PIL per lavoratore. • La gran parte di queste persone viveva in Cina (1/4 della popolazione mondiale e India (1/6 della popolazione mondiale). • Grafico 2 dimostra che la distribuzione del reddito mondiale è diventato più uguale da 1960.

  11. Figure 1

  12. Figure 2

  13. Fatti stilizzati principali (fatto 2) 2) Tassi di crescita possono variare molto fra i paesi Ultime due colonne della tabella 1 sono direttamente collegate alla crescita. I medi tassi di crescita – ln (PIL/lavoratore) – variano molto fra i paesi indicati. Anche dentro i gruppi dei paesi si manifestano tale differenze come fra i gruppi (e.g., miracoli di crescita vs. disastri di crescita).

  14. Fatti stilizzati principali (fatto 2), cont. • Ultima colonna dimostra il tempo per raddoppiare il redito pro capite. Lucas ha introdotto la regola approssimativa che 70/g è la formula che ci da t* , dove t* è il tempo necessario per raddoppiare il reddito e dove g è il tasso di crescita (in percentuali) {y(t)=y0egt dimostra il reddito a t come funzione del reddito iniziale (y0) e di un tasso di crescita esponenziale (come frazione). Abbiamo t* quando y(t)= 2y0, quindi 2y0= y0egt*  t*= ln2/g; ma ln20.7, moltiplicando il dividendo ed il divisore con 100, arriviamo alla regola di Lucas t*= 70/g}

  15. Fatti stilizzati principali (fatto 2), cont. • Il messaggio principale della ultima colonna della tabella 1: Piccoli differenze nel tasso di crescita, se sono persistenti anche in un arco di tempo moderato, hanno l’effetto dei grandi differenze nel reddito pro capite.

  16. Fatti stilizzati principali (fatto 3) 3) I tassi di crescita non sono costanti nel tempo. Per il mondo intero, i tassi di crescita era vicini a zero per una gran parte della storia, solo nel 900 abbiamo un aumento accelerato dei tassi della crescita. Paesi individuali hanno tassi di crescita che possono cambiare nel tempo. Nella figure 1.3 abbiamo PIL pro capite mondiale dal 1500. Era aprossimamente $500 in 1500 and dieci volte più grande nel 2000.

  17. Figure 3

  18. Fatti stilizzati principali (fatto 3), cont. • Esempi di variazione dei tassi medi di crescita annuali del PIL per lavoratore all’interno dei paesi India: 1960-1997: 2.3% 1960-1980: 1.3% 1980-1997: 3.5% Cina: 1960-1997: 3.5% 1960-1979: 1.9% 1979-1997: 5.0% (!riforme verso una economia del mercato!)

  19. Fatti stilizzati principali (fatto 4) 4) La posizione di un paese nella distribuzione mondiale dei redditi può cambiare nel tempo “Poveri” paesi possono diventare paesi “ricchi”, e.g., i NICs in tabella 1; “ricchi ” paesi possono diventare paesi “poveri”, e.g., Argentina – uno dei paesi più ricchi all’inizio del 900, oggi ha solo 1/3 del PIL pro capite degli Stati Uniti.

  20. Altri fatti stilizzati Negli Stati Uniti nel secolo scorso: • Rendimento reale del capitale – r – non dimostra un trend. • Frazioni del reddito destinato al capitale – rK/Y – ed al lavoro – wL/Y – non dimostrano un trend e sono approssimamente 0.3 and 0.7. • Il medio tasso di crescita del prodotto pro capite fu positivo e relativamente costante (vedi grafico 4).

  21. grafico 4

  22. Altri fatti stilizzati, cont. • La crescita del prodotto e la crescita del volume del commercio estero (volume del commercio estero= esportazioni + importazioni) sono fortemente correlate. • Formati (skilled) e non-formati (unskilled) lavoratori migrano da relativamente poveri paesi a relativamente ricchi paesi.  rendimenti a entrambi tipi di lavoro devono essere più alti in paesi di alto reddito.

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