1 / 144

LA RELAZIONALITÀ DEL DATO IN PSICOLOGIA: SPERIMENTAZIONE, OSSERVAZIONE, SELF-REPORT .

Corso di STORIA E METODI DELLA PSICOLOGIA (6CFU) a.a. 2013-14 Prof.ssa Elena CALAMARI calamari@fls.unipi.it. LA RELAZIONALITÀ DEL DATO IN PSICOLOGIA: SPERIMENTAZIONE, OSSERVAZIONE, SELF-REPORT.

jude
Download Presentation

LA RELAZIONALITÀ DEL DATO IN PSICOLOGIA: SPERIMENTAZIONE, OSSERVAZIONE, SELF-REPORT .

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Corso di STORIA E METODI DELLA PSICOLOGIA (6CFU) a.a. 2013-14Prof.ssa Elena CALAMARI calamari@fls.unipi.it LA RELAZIONALITÀ DEL DATO IN PSICOLOGIA: SPERIMENTAZIONE, OSSERVAZIONE, SELF-REPORT. A partire dalla presentazione di due esperimenti (Bruner e Postman 1947; Schachter e Singer, 1962) e di alcune tecniche di ricerca osservativa e di raccolta dei resoconti autobiografici dell’esperienza emotiva, il corso approfondirà il ruolo delle istruzioni e del contesto relazionale in cui si raccolgono i dati empirici sui soggetti umani, mostrando come tale aspetto metodologico sia spesso tenuto tra parentesi o addirittura scotomizzato nell’interpretazione dei risultati scientifici. Attraverso un excursus storico circa l’amnesia infantile e il recupero dei ricordi traumatici secondo la psicoanalisi, si porrà la questione dei formati di rappresentazione nelle teorie costruttive della memoria e della conservazione dell’esperienza ai livelli di analisi della neurobiologia. Dopo una breve introduzione, le lezioni si svolgeranno in forma seminariale.

  2. -Bruner J.S., Postman L. (1947), Emotional selectivity in perception and reaction, Journal of Personality, 16 (1), 69-77; tr. it. parz. Selettività emotiva nella percezione e nella reazione, in Esperimenti sulla percezione visiva 2. Aspetti dinamici e funzione della personalità, a cura di M.D.Vernon, Boringhieri, Torino, 1971, pp. 189-197. -Dudycha G.J., Dudycha M.M. (1941) Childhood memories: a review of literature, Psychological Bulletin, 38, 668-682. Freud S. (1899) Ricordi di copertura (in Opere, vol.2, Boringhieri, Torino, 1968, pp.431-453) -Henri V. e C. (1897) Enquéte sur les premiers souvenirs de l'enfance, Année Psychologique, 3, 184-198. -Schachter S. (1962), La concezione cognitivo-fisiologica dell’emozione. In Anolli L., Gerbino W., Legrenzi P., Roncato S. (1996, a cura di), Psicologia generale. Fonti commentate su: emozione, percezione, pensiero, memoria. Il Cisalpino, Bologna, pp. 73-95. -Schachter S., Singer J. (1962), Cognitive, Social, and Physiological Determinants of Emotional State, Psycological Review, 69 (5), 379-399.

  3. Testi a scelta: Aglioti S.M., Berlucchi G. (2013) Neurofobia. Chi ha paura del cervello? Cortina, Milano. Allen J.G., Fonagy P. (2006), La mentalizzazione: psicopatologia e trattamento. Il Mulino, Bologna, 2008. Bartlett F. (1932) La memoria. Studio di psicologia sperimentale e sociale. F.Angeli, Milano 1974. Bowlby J. (1979), Costruzione e rottura dei legami affettivi, RaffaelloCortina, Milano, 1982. Bruner J.S. (1982) Alla ricerca della mente. Autobiografia intellettuale, Armando, Roma, 1984. Bucci W. (1997), Psicoanalisi e scienza cognitiva, Fioriti, Roma, 1999. D’Urso V., Giusberti F. (2000), Esperimenti di psicologia, Zanichelli, Bologna, 2000. D’Urso V., Trentin R. (2001), Introduzione alla psicologia delle emozioni, Laterza, Roma-Bari. Damasio A. (1999), Emozione e coscienza, Adelphi, Milano, 2000. Darwin C. (1872), L’espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali, Bollati Boringhieri, Torino, 2000.

  4. Edelman G.M., Tononi G. (2000), Un universo di coscienza. Come la materia diventa immaginazione. Einaudi, Torino. Ekman P., Friesen W. V. (2003), Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso, Giunti, Firenze, 2007. Fonagy P., Target M. (2000), Attaccamento e funzione riflessiva, Raffaello Cortina Editore, Milano 2001. Goldstein K. (1951), Le emozioni: considerazioni dal punto di vista organismico. In Il concetto di salute ed altri scritti, a cura di E. Calamari e M. Pini, ETS, Pisa, 2007, pp. 19-46. Goleman D. (1995), Intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano, 1996. Harré R. (1986), La costruzione sociale delle emozioni, Giuffré, Milano, 1992. Kandel E.R. (2006) Alla ricerca della memoria. La storia di una nuova scienza della mente. Codice edizioni, Torino, 2010. Karmiloff-Smith A.(1992) Oltre la mente modulare. Una prospettiva evolutiva sulla scienza cognitiva. Il Mulino, Bologna 1995. LeDoux J. (1996), Il cervello emotivo. Alle radici delle emozioni, Baldini&Castoldi, Milano, 1998. Legrenzi P., Umiltà C.(2009) Neuro-mania, Il Mulino, Bologna. Neisser U. (1967) Psicologia cognitiva, Martello-Giunti, Milano, 1976. Oatley K. (2004), Breve storia delle emozioni, Il Mulino, Bologna, 2007.

  5. Ornaghi V.(2007) La costruzione della memoria autobiografica in relazione allo sviluppo del sé, Età Evolutiva, 88, 118-28. Sandler J., Fonagy P. (1997) Il recupero dei ricordi di abuso. Ricordi veri o falsi? FrancoAngeli, Milano, 2002. Schacter D.L. (1996) Alla ricerca della memoria. Il cervello, la mente, il passato. Einaudi, Torino, 2001. Schacter D.L. (2001) I sette peccati della memoria. Mondadori, Milano 2002. Stern D.N. (2004), Il momento presente in psicoterapia e nella vita quotidiana. Raffaello Cortina, Milano, 2005. Manuali di riferimento: Mecacci L. (2008) Manuale di storia della psicologia, Giunti, Firenze. Legrenzi P. (1999) Storia della psicologia, Il Mulino, Bologna.

  6. Le origini della psicologia Il termine PSICOLOGIA (scienza dell’anima) viene introdotto alla fine del XVI° secolo, quando nasce la scienza moderna Il DUALISMO di Cartesio fra res cogitans e res extensa consente di studiare l’uomo come macchina L’empirismo inglese (Locke, Hume, J. Mill, J. Stuart Mill) rivolge l’indagine sui PROCESSI Gli idéologues francesi (Condillac, Buffon, Cabanis) paragonano l’ORGANISMO umano a quello animale In Germania, J.F. Herbart afferma la necessità della MISURAZIONE dei fatti psichici

  7. La PSICOMETRIA Dal greco ψυχή "anima" e μέτρον "misura", il termine PSICOMETRIA fu coniato dal razionalista leibniziano Christian Wolff (1679-1754) per indicare la scienza che si propone la misurazione matematica dei fenomeni psichici: “psycheometria... mentis humanae cognitionem mathematicam tradit et adhuc in desideratis est” “haec non alio fine a me adducuntur, quam ut intelligatur, dari etiam mentis humanae cognitionem mathematicam, atque hinc psycheometriam esse possibilem, atque appareat animam quoque in iis, quae ad quantitatem spectant, leges mathematicas sequi” v. Psychologia empirica, 1732, §§ 522 e 61. Wolff distingue PSICOLOGIA EMPIRICA e PSICOLOGIA RAZIONALE.

  8. L’interdizione kantiana(Primi principi metafisici delle scienze della natura, 1786; Lezioni di psicologia, 1796) Una psicologia razionale, scientifica, è impossibile perché: -studia i fenomeni del senso interno, che hanno solo la dimensione del tempo e non quella dello spazio, forma a priori per il senso esterno; quindi non si può applicare loro la matematica come alla scienza dei corpi. -a differenza dell’intuizione, che si rappresenta grandezze estensive, fatte di parti, sensazione e percezione vertono su grandezze intensive, che hanno solo un grado (l’azzurro non è un aggregato di parti azzurre, la sua diminuzione consiste nell’ avvicinarsi al non azzurro). -inoltre, la psicologia empirica usa l’autoosservazione e l’introspezione, fallibili. Immanuel Kant (1724-1804)

  9. Il concetto di soglia Il filosofo neo-kantiano J.F. Herbart (1825) formula il concetto qualitativo di SOGLIA DI COSCIENZA, che la fisiologia dei sensi traduce in termini quantitativi, sfidando il veto kantiano. Osservazione qualitativa: si percepisce un aumento di illuminazione se si accende una candela in una sala buia, ma non se ci sono già molti candelieri accesi. SOGLIA ASSOLUTA è la quantità minima di stimolazione che produce una SENSAZIONE (gli stimoli fisici subliminali non sono percepiti coscientemente).

  10. LA PSICOFISICA E. Weber (1834) studia la soglia dei due punti (distanza spaziale sulla pelle) e la minima differenza percepibile nella modalità tattile, dimostrando il rapporto costante tra variazione e stimolo che produce una differenza: la SOGLIA DIFFERENZIALE è proporzionale allo stimolo di partenza G. Fechner (1860) generalizza ad altre variabili fisiche e modalità sensoriali la funzione matematica che mette in relazione la sensazione (Sinneswahrnehmung) con lo stimolo (Reiz) Legge di Weber-Fechner S = k log R + C

  11. Determinazione della soglia -METODO DELL’ERRORE MEDIO: il soggetto aggiusta uno stimolo variabile finché lo percepisce uguale a uno stimolo costante, compiendo un errore la cui media indica la soglia differenziale -METODO DEGLI STIMOLI COSTANTI (o dei casi veri e falsi): il soggetto confronta due stimoli, p.es. due pesi, e deve dire se uno è più pesante o leggero dell’altro. Si determina la differenza nel punto in cui il soggetto risponde correttamente tra il 50% e il 75% dei casi -METODO DEI LIMITI ( o delle minime differenze percepibili): si presentano due stimoli e si aumenta o si diminuisce uno di essi finché il soggetto dice di percepire una differenza. La media delle minime differenze percepibili è la soglia differenziale S.S. Stevens (1956) ha introdotto il METODO DELLA STIMA DI GRANDEZZA, dove lo sperimentatore presenta uno stimolo e ne comunica l’intensità al soggetto. Questi deve poi stimare gli stimoli successivi in reìazione al primo (se è 20, il doppio, è 40, ecc.)

  12. Stevens (1956) ha formulato la LEGGE DELLA POTENZA, che permette di includere l’andamento sensazione-intensità della scossa elettrica.

  13. La rivoluzione fisicalista in fisiologia Johannes Peter Müller (1801 –1858) Ernst Wilhelm von Brücke (1819 –1892) Hermann von Helmholtz (1821 –1894) Nel 1847 Hermann von Helmholtz, Ernst Wilhelm von Brücke, Emil Du Bois-Reymond e Carl Ludwig, allievi di Johannes Peter Müller, si incontrarono a Berlino per definire un programma di ricerca sulla fisiologia umana che prendesse definitivamente le distanze dalle concezioni della Naturphilosophie. Nella prospettiva che inaugurarono, ogni fenomeno fisiologico poteva considerarsi correttamente interpretato solo a queste condizioni: doveva essere spiegato nei termini di un'interazione tra componenti materiali; doveva essere traducibile nei termini della fisica e della chimica; doveva escludersi ogni riferimento che rimandasse a posizioni vitalistiche. Emil Du Bois-Reymond (1818 –1896) Carl Ludwig (1816-1895)

  14. I laboratori di PSICOLOGIA In Germania, nel1879, W. Wundt fonda il laboratorio di Lipsia Stati Uniti 1883 John Hopkins University Di Baltimora (G, Stanley Hall) W. James fonda il laboratorio di Harvard, che lascia nel 1902 alla direzione di H. Münsterberg Russia 1886 Università di Kazan (V.M. Bechterev) Francia 1889 La Sorbona, Parigi (H.Beaunis) Italia 1889 Roma (G.Sergi); 1903 Firenze (G. De Sarlo) Inghilterra 1897 Cambridge (W.H.Rivers) Giappone 1903 Tokyo (M. Matsumoto)

  15. Il CHIMOGRAFO Il chimografo, messo a punto da Carl Ludwig prima della fine degli anni '40 dell'Ottocento, divenne il primo mezzo tecnologico e il simbolo stesso di questo manifesto programmatico. Costruito mentre Ludwig lavorava per dimostrare che la circolazione del sangue non era il frutto di una forza innata, bensì il risultato di fenomeni misurabili, il chimografo si diffuse rapidamente in tutti i laboratori europei. Consiste essenzialmente in un cilindro ricoperto da un foglio spesso affumicato con il nerofumo che ruota alla velocità voluta mediante un meccanismo ad orologeria su cui venivano impressi i movimenti di uno stilo, ed era in grado di registrare le variazioni nel tempo di eventi fisici, producendo il tracciato del fenomeno fisiologico considerato. Fu usato per registrare dati sperimentali sulla meccanica umana, ad esempio le fluttuazioni di fenomeni fisiologici quali la pressione del sangue. Il tracciato era recepito da un apposito trasduttore e trasmesso per via meccanica, idraulica, pneumatica o – più tardi - elettrica Il chimografo, inoltre, consentiva una trasposizione grafica degli stessi dati, una misurazione precisa e, di conseguenza, anche la rielaborazione in termini matematici. Il chimografo in vendita presso la C.H. Stoelting Company di Chicago (C.H. Stoelting Co., Psychology and physiology apparatus and supplies, Milwaukee, 1922)

  16. Il TAMBURO DI MAREY Il tamburo o timpano esploratore, messo a punto da Étienne-Jules Marey (1830-1904) a metà degli anni '60 dell'Ottocento, fu il primo importante contributo francese alla rivoluzione della fisiologia, uno strumento in grado di tradurre graficamente le variazioni di pressione. Costituito da una membrana di caucciù fissata tra due dischi di legno o metallo, il tamburo era collegato attraverso un tubo ad uno strumento applicato all'organo di cui si voleva analizzare il movimento, e attraverso uno stilo al chimografo. Tramite un sensore, applicato su una regione del corpo e collegato attraverso un piccolo tubo a una leva e a un tamburo o bobina da cui scorre la carta. Le variazioni vengono registrate sulla carta da una penna

  17. LO PNEUMOGRAFO Lo pneumografo o atmografo o cilindro elastico venne descritto nel 1865 in un articolo pubblicato da Étienne Jules Marey sul Journal de l'anatomie et de la physiologie. Si componeva di una camera d'aria formata da un sottile tubo di caucciù e di una molla inserita all'interno. Il cilindro elastico, impiegato per analizzare i "movimenti respiratori", veniva stretto al torace attraverso una cintura, lasciando la molla in posizione di riposo. Successivamente il cilindro veniva collegato a un tamburo attraverso un tubo che metteva in comunicazione la camera d'aria del cilindro con la membrana del tamburo stesso. Durante l'inspirazione, l'espansione del torace provocava un allungamento del cilindro elastico, innescando una suzione dell'aria presente nella membrana del tamburo e, di conseguenza, un abbassamento dello stilo che registrava il movimento sul chimografo. Nel momento dell'espirazione la molla tornava invece a contrarsi, "spingendo" nuovamente l'aria nella membrana del tamburo, il quale tornava ad espandersi risollevando lo stilo. Nel grafico registrato dal chimografo era leggibile la successione dei cicli respiratori: i movimenti di ascensione della curva corrispondevano all'espirazione, mentre i picchi verso il basso corrispondevano all'inspirazione. Nel campo della psicologia sperimentale lo trovò impiego soprattutto come mezzo di analisi delle reazioni fisiche indotte da uno stimolo psichico.

  18. La registrazione grafica dei processi fisiologici Scriveva Angelo Mosso (1846-1910), professore di psicologia a Torino, inventore dell’ERGOGRAFO e autore di una ricerca sulla fatica muscolare, nella commemorazione di Ludwig: “Perché la scienza progredisse occorreva un metodo di registrazione automatica, che scrivesse tutti i fenomeni di movimento. - Tale è il metodo grafico. – Il palpito del cuore, l’affanno del respiro, il tremito dei muscoli, la velocità del sangue, la parola, il pensiero e la percezione lasciano con il metodo grafico di sé una traccia indelebile. Nulla è tanto veloce nella vita e nell’universo che il metodo della registrazione automatica non riesca a seguire e direi quasi a trattenere per farne un’analisi minuta e darne una precisa misura”. Il sistema in cui erano allineati i diversi apparecchi durante l'analisi di un fenomeno costituiva un processo di traduzione in tre tempi, che rendeva infine leggibile il fenomeno matematicamente: le variazioni di pressione prodotte, ad esempio, dall'espansione della gabbia toracica su uno PNEUMOGRAFO, erano trasferite attraverso il tubo alla membrana del TAMBURO di Marey; in un secondo momento il gonfiarsi o sgonfiarsi della membrana di caucciù trasformava il segnale pneumatico nel movimento di uno stilo fissato sul disco superiore del tamburo; la rotazione del cilindro di un CHIMOGRAFO compiva l'ultima parte del processo, registrando i movimenti dello stilo e trasponendoli su carta.

  19. Il POLIGRAFO I tracciati prodotti dallo pneumografo, dal cardiografo ecc. si riferivano a un singolo organo o fenomeno e, soprattutto, venivano registrati in tempi diversi, sottoponendo ad esame, di volta in volta, la respirazione, l'attività muscolare o la pressione sanguigna. Il POLIGRAFO superava questo problema, poiché poteva rilevare e comparare i diversi fenomeni fisiologici che si manifestavano simultaneamente in un individuo sottoposto a uno stimolo. Lo strumento permetteva di scrivere su uno stesso grafico, con lo stesso asse temporale di riferimento, tutte le reazioni fisiologiche che si manifestavano in una precisa condizione psicofisica spontanea o indotta. Poligrafo portatile (C. Verdin, Catalogue des instruments de précision, Paris, 1890-1895)

  20. Il LIE DETECTOR Il lie detector, o macchina della verità, effettua una registrazione poligrafica delle modificazioni fisiologiche per obiettivare le reazioni emotive concomitanti alle risposte menzognere.

  21. Il BIOFEEDBACK Il soggetto umano può imparare a regolare i propri ritmi fisiologici, seguendo l’andamento grafico degli indicatori registrati su un monitor, che gli dà informazione di ritorno

  22. Riflesso psicogalvanico Diminuzione della resistenza elettrica somatica, correlabile all’attività delle ghiandole sudoripare, determinata dall’insorgenza di fenomeni emotivi. Si misura facendo passare attraverso il corpo di un soggetto una debole corrente elettrica: sotto l’effetto di un’emozione, o di un’attivazione sensoriale, si ha un aumento dell’intensità della corrente, per diminuzione della resistenza offerta dal corpo al suo passaggio (effetto Féré). La variazione della conducibilità della pelle in periodi di stress, eccitazione o shock può essere monitorata mediante tecniche di relax, come il controllo della respirazione.

  23. Il CRONOSCOPIO Strumento di precisione, messo a punto a metà dell’Ottocento per misurare la durata di fenomeni e processi psichici, combinava all'orologeria meccanica di precisione le tecnologie derivanti dai recenti progressi nel campo della telegrafia elettrica. Nei primi esperimenti sui tempi di reazione (cfr. Gabriele Buccola, La legge del tempo nei fenomeni del pensiero del 1883) fu molto usato il cronoscopio di Matthias Hipp, uno strumento che consente la misurazione di intervalli di tempo su una scala di grandezza che raggiunge il millisecondo. Il rilevamento degli intervalli di tempo veniva effettuato attraverso un circuito elettromagnetico del tutto simile a quello impiegato nel telegrafo: il passaggio o meno di una corrente attraverso un'elettrocalamita consentiva la chiusura e la riapertura del circuito. Nel caso del cronoscopio, l'apertura del circuito attivava il rilevamento cronometrico, mentre la chiusura lo fermava.

  24. W. Wund e il suo gruppo di ricerca, nel laboratorio dotato di strumenti: in basso, sul tavolo, il cronoscopio di Hipp

  25. I tempi di reazione Nel 1796 l’astronomo dell’osservatorio di Greenwich, Maskelyne, licenziò il suo assistente Kinnerbrook a causa degli errori di rilevazione al telescopio. Vent’anni dopo F. Bessel, riflettendo sull’influenza dei tempi fisiologici nell’osservazione dei pianeti, formulò il concetto di EQUAZIONE PERSONALE Il fisiologo S. Exner (1871) chiama “TEMPO DI REAZIONE” l’intervallo di tempo fra la presentazione di uno stimolo e la risposta del soggetto, cioè la LATENZA di essa Esperimento del fisiologo H. von Helmholtz (1821-1894) sulla velocità di conduzione delle fibre nervose: -il soggetto riceve uno stimolo elettrico e deve premere un pulsante -stimolando in successione due punti di un arto, la velocità dell’impulso nervoso è data dal rapporto tra la distanza dei punti di applicazione e la differenza fra i tempi di reazione -non tiene conto del diametro delle fibre Lo studioso di oculistica olandese F.C. Donders (1868) generalizza il METODO SOTTRATTIVO alla misura della DURATA dei processi mentali. Questa sarà poi considerata, dal primo COGNITIVISMO, come un indicatore di complessità dei compiti cognitivi.

  26. Le due psicologie di Wilhelm Wundt (1832-1920) Nel 1879 Wundt fonda il laboratorio di Lipsia, e ciò gli consente di ottenere la cattedra di Psicologia, dallo sdoppiamento di quella di Filosofia. La PSICOLOGIA SPERIMENTALE O FISIOLOGICA studia i contenuti della mente individuale (sensazione e percezione) con il metodo dell’introspezione (Selbstbeobachtung), un guardarsi dentro rigoroso riferito con una precisa terminologia. I “prodotti dello spirito” (lingua, miti, costumi) non possono essere studiati sperimentalmente ma con il metodo dell’osservazione (Beobachtung) dalla PSICOLOGIA DEI POPOLI (Völkerpsychologie) PSICOLOGIA FISIOLOGICA METODO DELL’INTROSPEZIONE PSICOLOGIA DEI POPOLI METODO DELL’OSSERVAZIONE

  27. Introspezione sperimentale(dal latino introspicere = guardarsi dentro) Metodo dell’ AUTOOSSERVAZIONE SISTEMATICA (T. Brown, 1820) per l’ accesso ai contenuti della propria esperienza cosciente Caratteristiche: -resoconto immediato -possibilità di replicare il dato -limitazione dei giudizi -addestramento degli osservatori -evitare l’errore dello stimolo -analisi per componenti semplici L’introspezione sistematica guidata dall’Aufgabe (disposizione, set) di O. Külpe a Würzburg porta al dibattito sul pensiero senza immagini e alla crisi della psicologia degli anni ’20 del novecento. Gli errori dell’introspezione, denunciati da Nisbett e Wilson (1977) aprono la strada al revival della coscienza e all’inconscio cognitivo

  28. La psicologia….tiene i piedi in due staffe W. DILTHEY (1833-1911) Scienze della natura/ scienze dello spirito (Naturwissenschaften)/ (Geistwissenschaften) Spiegazione /Comprensione (Erklären)/ (Verstehen) W. WINDELBAND G. ALLPORT (1897-1967) (1894) SCIENZE NOMOTETICHE ricerca di leggi e tendenze generali DISCIPLINE IDIOGRAFICHE studio del singolo individuo nella sua storia concreta

  29. WILLIAM JAMES E I PRINCIPLES OF PSYCHOLOGY (1890) La vera fondazione della psicologia coniuga i risultati sperimentali ottenuti nei laboratori europei con l’esperienza fenomenica del soggetto psicologico DEFINIZIONE DI PSICOLOGIA nel cap. I come: “the science of mental life, its phenomena and their conditions” “la scienza della vita mentale, dei suoi fenomeni e delle loro condizioni” Le condizioni sono quelle fisiche dell’esperimento, oltre che quelle materiali del funzionamento cerebrale, e si dà spazio alla psicologia sperimentale e alla neuropsicologia, ma la psicologia studia i fenomeni mentali e non esclude affatto l’immediatezza fenomenica del vissuto, le cui condizioni sono le differenze individuali. Infatti nei capp. IX e X James teorizza la stream of consciousness e il concetto di Self

  30. Lo psicologo interno (W. James, 1890) “Una mente divenuta consapevole della propria funzione cognitiva si comporta nei riguardi di se stessa come ciò che abbiamo chiamato‘lo psicologo’. Essa non soltanto conosce le cose che le stanno davanti, ma sa di conoscerle. Questo stadio di condizione riflessiva è, più o meno esplicitamente, il nostro stato abituale di menti adulte.”

  31. Il soggetto sperimentale in psicologia (K. Danziger, 1990) La pratica di ricerca del laboratorio di Lipsia ha due modelli: -la fisiologia che studia la coscienza privata individuale in condizioni di stimolo controllate -la comunità universitaria tedesca con la partecipazione degli studenti alla ricerca La ricerca su se stessi richiede divisione dei ruoli (all’inizio intercambiabili) e interazione tra -lo sperimentatore-osservatore (Beobachter, observer) che legge gli strumenti -il soggetto sperimentale (Versuchperson, subject) che dà igiudizi sensoriali semplici e rappresenta la coscienza in generale (oggi si parla di partecipanti agli esperimenti).

  32. MODELLO WUNDTIANO. Prevede l’interscambio di ruoli tra sperimentatore e soggetto, che risulta protetto, ma va in crisi per il conflitto tra i risultati prodotti nei diversi laboratori MODELLO DELL’ESPERIMENTO CLINICO sull’ipnosi in Francia. Si instaura su un rapporto medico-paziente tra psichiatra maschio e isterica femmina (Charcot), psicologo adulto-soggetto bambino (Binet) ed è caratterizzato dall’INFERIORITÀ DI POTERE del soggetto. All’origine della PSICOTERAPIA MODELLO DELLA MISURAZIONE ANTROPOMETRICA di Galton (1884): La prestazione individuale è un INDICE DI CAPACITÀ su base biologica, con competizione interindividuale: Emerge la natura statistica dell’informazione e l’importanza dell’assegnazione di valori quantitativi confrontabili alle prestazioni. All’origine della PSICOMETRIA

  33. Sir Francis Galton (1822-1911) Il “genio vittoriano” fondatore dell’eugenetica Hereditary genius (1869) inizia con "Mi oppongo nel modo più incondizionato alla supposizione di una uguaglianza naturale". Le differenze interindividuali non vanno negate ma studiate (e quindi accettate, senza pregiudizi). Inquiries into human faculty and its development (1883) passeggiata in Pall Mall, per studiare l'ASSOCIAZIONE DI IDEE Nel 1884 allestisce un Laboratorio antropometrico all’Esposizione universale di Londra, dove effettua misure psicofisiche e psicometriche (di capacità mentali primarie, tempi di reazione ecc.). Galton applica alla psicologia i metodi statistici di Quétélet e inventa il calcolo della correlazione tra due serie di misure.

  34. La passeggiata in Pall Mall Lungo i 400 metri di percorso in una strada di Londra, Galton notò circa 300 oggetti ai quali associare un’idea e fu sorpreso perché gli si presentarono alla mente fatti di tutta la sua vita, anche particolari che credeva dimenticati e immagini risalenti all’infanzia e all’adolescenza. Ripetendo la passeggiata, gran parte delle associazioni erano le stesse, compresi i molti ricordi autobiografici ESPERIMENTO Dopo aver annotato 75 parole, ciascuna su una strisciolina di carta, e averle dimenticate, le lesse una per volta, annotando sistematicamente il tempo di latenza dell’associazione e le prime due risposte. Inventò così il test di associazione verbale. Galton ripetè l’esperimento quattro volte, a distanza di un mese, calcolando la velocità dell’associazione (tempo di latenza da 1,4 a 4 sec.). Il 57% delle idee erano specifiche e provenienti da ricordi d’infanzia. Il 23% delle parole davano luogo alla stessa associazione nelle 4 prove. I ricordi erano spesso “idee cumulative” o “immagini generiche”, come nella tecnica del ritratto di famiglia.

  35. Proprietà della curva normale (curva a campana di Gauss) F REQUENZA -3 -2 -1 0 +1 +2 +3 VALORE z (numero di deviazioni standard dalla media)

  36. Indici di variabilità: range deviazione quadratica media o varianza deviazione standard = varianza FREQUENZA Distribuzioni ad alta, media e bassa variabilità VALORE

  37. La correlazione lineare fra due serie di misure diagramma di dispersione Il coefficiente prodotto-momento di Pearson Karl Pearson (1857-1936), allievo di Galton

  38. Il coefficiente di correlazione indica la tendenza che hanno due variabili (X e Y) a variare insieme, ovvero, a covariare. Quando non vale l’assunzione di correlazione lineare, le variabili potrebbero corrispondere a modelli di relazione curvilinea, calcolabili con altri coefficienti (v. Eta in Bruner e Postman, 1949)

  39. IL MODELLO CLINICO J.-M. Charcot (1825-1893), neurologo e psichiatra, nel laboratorio della clinica della Salpetrière, studiava pazienti isteriche. Inducendo uno stato sonnambolico di trance (ipnosi), le pazienti obbedivano ai comandi del medico o mettevano in scena la crisi di grande isteria, sul modello della crisi epilettica. S. Freud trascorse a Parigi da Charcot alcuni mesi nel 1885-86 ma preferì, alla sua spiegazione fisiologica dell’ipnosi, quella psicodinamica di H. Bernheim (1840-1919), della scuola di Nancy, che poneva l’accento sulla suggestione.

  40. La relazionalità del dato in psicologia Alfred Binet (1857-1911) studiò la suggestionabilità dei bambini, che si mostrano particolarmente influenzabili e compiacenti quando un adulto li interroga e tendono a rispondere accogliendo i suggerimenti impliciti nelle domande. Ciò che il soggetto riferisce della propria esperienza (self-report verbale) dipende da quello che gli si chiede, come dimostra la psicologia della testimonianza, e dalla relazione con l’altro (la sua autorevolezza, il suo potere) nella comunicazione interpersonale. Un allievo di Binet, V. Henri, pubblicò insieme alla moglie l’ articolo sui ricordi infantili ripreso da Freud (1896), in Ricordi di copertura

  41. La nascita dei test psicologici Nel 1901 Alfred Binet fu incaricato dal Ministero dell’istruzione francese di costruire uno strumento per diagnosticare anticipatamente il cattivo rendimento scolastico dei bambini da inserire in classi differenziali Sul modello della pratica sociale dell’esame, universitario o medico, nacque il primo TEST D’INTELLIGENZA, composto da prove (item) di tipo scolastico. Indipendentemente dall’età cronologica, al soggetto viene attribuita l’ ETÀ MENTALE corrispondente alle prove che è in grado di superare. Il Quoziente Intellettivo (Q.I.) è definito da Stern come il rapporto tra ETÀ MENTALE ed ETÀ CRONOLOGICA Secondo Danziger, lo sviluppo dei test mentali portò alla ridefinizione del problema delle DIFFERENZE INDIVIDUALI nei termini di un CONFRONTO DI PRESTAZIONI. Il modello di normalità del soggetto medio va nella direzione del controllo sociale.

  42. I test psicologici sono COMPITI STANDARDIZZATI (problemi e domande uguali per tutti), che devono avere le seguenti caratteristiche, da verificare empiricamente: VALIDITÀ in base a un criterio (come i giudizi degli insegnanti nel caso dell’intelligenza misurata da Binet, costrutto teorico definibile in molti modi, tanto che uno psicologo disse “è quello che il mio test d’intelligenza misura”); ATTENDIBILITÀ o FEDELTÀ (stabilità dei risultati a breve distanza temporale. Poiché ripetere il test produce per lo più effetti di apprendimento si costruiscono test equivalenti o si usa la tecnica dello split-half). La DEFINIZIONE OPERATIVA di una varabile psicologica da inserire in una ricerca consiste nell’individuarne gli indicatori obiettivi e comportamentali osservabili, o ridurla ad essi, ovvero costruire lo strumento per misurarli (per esempio, la fame come tempo trascorso dall’ultimo pasto, l’aggressività infantile come frequenza di azioni come strappare un giocattolo a un altro bambino ecc., descritti ed elencati con precisione). A partire dai dati raccolti in una ricerca osservativa preliminare è possibile costruire questionari e test. Tipi di test: di LIVELLO e di PROFITTO di PERSONALITÀ I test dovrebbero fornire una diagnosi obiettiva e una descrizione delle peculiarità di un individuo in termini di differenze interindividuali quantificabili, consentendo un confronto con altri soggetti.

  43. IL TEST DELLE ASSOCIAZIONI VERBALI Introdotto da F. Galton, lega tra loro PSICOLOGIA SPERIMENTALE, PSICOPATOLOGIA e PSICOLOGIA GIUDIZIARIA o FORENSE C.G. Jung inizia a pubblicare nel 1904 il suo studio sull’associazione di parole, che amplia la TECNICA DELLE ASSOCIAZIONI LIBERE, usata da Freud nell’analisi psicoanalitica dei sogni. La considera una tecnica di PSICOPATOLOGIA SPERIMENTALE, capace di individuare i nuclei dei COMPLESSI anche in pazienti psicotici cronici dal linguaggio deteriorato. Il metodo motorio combinato di A. Lurija mostrerà lo sfasamento tra risposta motoria e verbale come indicatore di CONFLITTO. La LATENZA prolungata della risposta verbale viene studiata nell’ambito della DIAGNOSTICA DEL FATTO (di cui si occupano M. Wertheimer nel 1905 e Freud nel 1906) e della PSICOLOGIA DELLA TESTIMONIANZA (W .Stern, L. Biswanger 1904, V. Benussi, 1914). La latenza dell’associazione risulta correlata alle risposte fisiologiche concomitanti (riflesso psicogalvanico e respirazione) come indicatori di una reazione emozionale. La latenza dell’associazione si avvia a diventare un indizio di emozione intensa e così verrà utilizzata dalle tecniche di registrazione poligrafica della macchina della verità o LIE DETECTOR. V. Esperimento di Bruner e Postman, 1947.

  44. Karl Gustav Jung, Opere, Boringhieri, Torino, (in 19 voll., 1965-2007) VoI. 2: Tomo I: L'associazione verbale negli individui normali Ricerche sperimentali sulle associazioni di individui normali. (In collaborazione con Franz Riklin.) 1904-05 Tomo II: Ricerche sperimentali Analisi delle associazioni di un epilettico. 1905 I tempi di reazione nell'esperimento associativo. 1905 Osservazioni sperimentali sulla facoltà di memoria. 1905 La diagnosi psicologica del fatto. 1905 Il significato psicopatologico dell'esperimento associativo. 1900 Psicoanalisi ed esperimento associativo. 1906 Notizie statistiche sul reclutamento. 1906 Associazione, sogno e sintomo isterico. 1906 Disturbi di riproduzione nell'esperimento associativo. 1907 Fenomeni psicofisici concomitanti nell’esperimento associativo. 1907 Ricerche psicofisiche col galvanometro e il pneumografo in individui normali e malati di mente. (In collaborazione con Frederick Peterson.) 1907 Altre ricerche sul fenomeno galvanico e la respirazione in individui normali e malati di mente. (In collaborazione con Charles Ricksher.) 1907 Le nuove vedute della psicologia criminale. 1908 Il metodo associativo. 1909 La costellazione familiare. 1909 I metodi di ricerca nella Clinica psichiatrica di Zurigo. 1910 Sulla dottrina dei complessi. 1911 La diagnostica psicologica del fatto in un processo in assise. 1937

  45. Karl Gustav Jung (1875-1961) Il vecchio saggio di Küsnacht Jung e la moglie, Emma Rauschenbach

  46. Il TACHISTOSCOPIO Il tachistoscopio (dal greco tachys=rapido e skopèo=vedo) è uno strumento usato nei laboratori fin dalle origini della psicologia scientifica. Tachistoscopio a caduta Doppio tachistoscopio a caduta di Enzo Buonaventura, Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze. Nel corso del Novecento, lo strumento fu più volte modificato: si costruirono tachistoscopi a disco, a rotazione, a specchio, fino ad arrivare ai più recenti tachistoscopi elettronici.

  47. Il tachistoscopio a caduta Falltachistoskop di Wundt, dal catalogo 1904 della Zimmermann Fabrik für psychologische und physiologische Apparate, una ditta specializzata in apparecchiature di laboratorio. Lo strumento si componeva di un otturatore a caduta trattenuto mediante un sistema elettromagnetico. Quando, attraverso un interruttore, veniva tolta corrente ai due solenoidi visibili nella parte alta della colonna, il pannello di otturazione scendeva verso il basso, scoprendo e ricoprendo la lastra usata come stimolo (nell'immagine è visibile una lastra con la parola Kunst). La velocità di caduta, e quindi il tempo di esposizione dello stimolo, era regolata attraverso un sistema a carrucola fissa, che consentiva di aumentare o diminuire il peso di bilanciamento.

  48. La struttura del manuale di PSICOLOGIA GENERALE Storia, oggetto (prospettive) e metodi di ricerca Basi biologiche, organizzazione del SN, genetica e evoluzione PROCESSI COGNITIVI: sensazione e percezione attenzione + coscienza apprendimento memoria e immaginazione pensiero e linguaggio intelligenza + decisione (volontà) Sviluppo psicologico personalità PROCESSI AFFETTIVI E MOTIVAZIONALI: motivazione e conflitto emozione stress e salute psicopatologia Rispecchia ancora, in parte, la divisione della mente in “facoltà”, di derivazione filosofica

  49. La psicologia è la scienza della vita mentale e studia sia l’ESPERIENZA sia il COMPORTAMENTO di agenti umani ed animali SETTORI della psicologia: Psicologia generale Psicologia fisiologica Psicologia dello sviluppo Psicologia dell’educazione Psicologia sociale Psicologia clinica Psicologia dinamica Psicometria Psicologia culturale Psicologia evoluzionistica Ecc. METODI e TECNICHE di ricerca: Metodo sperimentale Osservazione sistematica Osservazione sul campo Test e questionari Scale di valutazione (rating scales) Analisi del contenuto di resoconti soggettivi (self report) Colloquio clinico Intervista Ricerca-azione Ricerca di base Ricerca applicativa

  50. METODI DI RICERCA Esperimento Situazione controllata con variabili note Lo sperimentatore -produce o manipola il fenomeno -verifica ipotesi di relazione causa-effetto fra variabili indipendenti e variabile dipendente -assegna i soggetti in modo casuale al gruppo sperimentale e a quello di controllo Osservazione Situazione naturale o strutturata L’osservatore -registra un fenomeno dato e ne codifica gli aspetti rilevanti -usa interviste e questionari -misura il grado di associazione tra variabili (correlazione)

More Related