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Italy: Government alternation and legislative agenda setting Francesco Zucchini

Italy: Government alternation and legislative agenda setting Francesco Zucchini. Vittorio Brun Davide Salvi Francesca Savoldini Davide Zancan. Struttura e obbiettivi Lettura.

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Italy: Government alternation and legislative agenda setting Francesco Zucchini

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Presentation Transcript


  1. Italy: Governmentalternation and legislative agenda settingFrancesco Zucchini Vittorio Brun Davide Salvi Francesca Savoldini Davide Zancan

  2. Struttura e obbiettivi Lettura • Descrizione modalità di controllo del potere d’agenda legislativo da parte dell’esecutivo nella storia repubblicana • Analisi possibilicause del progressivo cambiamento e incremento del potere d’agenda dell’esecutivo in italia

  3. Tsebelis • Assunto: Nelle democrazie parlamentari l’esecutivo detiene un potere d’agenda per cui il risultato legislativo non è mai troppo lontano dalle sue preferenze

  4. Ruolo dell’esecutivo nel processo legislativo: Pratiche Costituzionali

  5. Opinione di due presidenti del consiglio insoddisfatti: D'Alema: “Il governo in Italia è un' istituzione assolutamente debole, un vaso di coccio se confrontato con i sistemi che funzionano nei Paesi nostri partner.”

  6. Berlusconi: “Dopo che io prendo una decisione inizia il confronto con gli alleati e poi una volta che è stata presa una decisione comune dalla coalizione bisogna andare in commissione e poi in aula. Tutto ciò richiede molto tempo. Poi tocca ai senatori che devono dimostrare di non venire a Roma solo per avere un'amante e quindi cambiano una norma e tutto ricomincia da capo. Tutto questo richiede moltissimo tempo.”

  7. La debolezza del ruolo dell'Esecutivo nel processo legislativo Transizione democratica: la Costituente decide per un esecutivo debole e per la centralità del parlamento Prima repubblica: “Età d'oro della centralità del Parlamento” favorita dalla difficoltà dei partiti di creare governi stabili

  8. La costituzione Obbiettivo: creare un centro decisionale quanto più disseminato possibile, per diminuire il valore della vittoria elettorale

  9. In concreto: Sistema di rappresentanza proporzionale Bicameralismo perfetto Debolezza dell'esecutivo nei confronti del parlamento

  10. Ruolo dell'Esecutivo nel processo legislativo Art. 72 (comma 1) C.I. PROCEDURA ORDINARIA Il Governo può proporre dei progetti di legge come qualsiasi altro membro del parlamento, che verranno poi discussi ed emendati dalla commissione competente, e successivamente da ciascuna camera in cui vengono approvati articolo per articolo e nella loro interezza.

  11. PROCEDURE SPECIALI Commissione in sede legislativa (o deliberante): Art.72 (comma 2) C.I. Decreto legge: Art.77 (comma 2) C.I. Legge delega: Art.76 e 77 (comma 1) C.I.

  12. Commissione in Sede Legislativa L'intero processo legislativo inclusa l’approvazione finale si svolge in una commissione, la cui composizione rispecchia le proporzioni parlamentari.

  13. Limitazioni di materia • Conversione decreti legge • Emendamenti costituzionali • Materia elettorale • Ratifica trattati internazionali • Approvazione leggi delega • Approvazione di bilanci e consuntivi

  14. Potere di veto Potere di “richiesta di rimessione in assemblea”: 1/5 più uno dei membri della commissione 1/10 più uno di una delle camere Un ministro del governo

  15. Questa procedura funziona solo se c'è l'interesse da parte di tutti i veto player di modificare lo status quo ma soprattutto di MODIFICARLO NELLA STESSA DIREZIONE L'uso diventa sempre meno frequente con l'aumento della frammentazione dei partiti

  16. Percentuali leggi approvate in sede Deliberante

  17. Decreto legge Il Governo può emanare decreti, aventi immediatamente forza di legge, in casi straordinari di necessità ed urgenza

  18. Caratteristiche: Validità di 60 giorni Dev'essere convertito in legge entro 60 giorni altrimenti decade Può essere approvato nel suo testo originale oppure possono essere approvate modifiche

  19. Potere di modifica dell'agenda all’interno del parlamento Vantaggi per il governo:

  20. Rischio modifiche nella legge di conversione Rischio di nuovo status quo diverso dalle intenzione del governo  potrebbe essere peggio di status quo precedente Svantaggi per il governo:

  21. Problema dell‘iterazione L'Esecutivo poteva riproporre ogni decreto legge che non fosse stato convertito, semplicemente modificandone una parte Rafforzato potere di contrattazione del parlamento

  22. EFFETTO: il numero di decreti convertiti sono più vicino al numero di decreti legge emanati e il loro contenuto è più simile a quello originale AUMENTO POTERE DI CONTRATTAZIONE DELL'ESECUTIVO Incostituzionalità Iterazione

  23. Conversione e Iterazione Decreti Legge

  24. Legge delega Legge approvata con procedimento ordinario, che delega all'Esecutivo il potere di promulgare nuove leggi sotto forma di Decreto Legislativo

  25. Caratteristiche: Deve contenere la determinazione di principi e criteri direttivi Ha una durata limitata E' valida solo per oggetti definiti La Corte Costituzionale si accerta che il decreto legislativo rispetti i limiti previsti dalla legge delega

  26. Precedenza nell'agenda setting Il Governo non ha controllo sul contenuto della legge che risulterà dopo la conversione Non ha precedenza nell'agenda setting Il Governo ha l'ultima parola sui contenuti della legge Il Governo può astenersi dall'usarla se vuole mantenere lo status quo o se le deleghe sono distanti dai suoi piani – vincolando anche la scelta del parlamento Decreto Legge Decreto Legislativo

  27. Questa procedura è stata usata molto negli ultimi 14 anni e dal 1992 molte leggi delega includevano deleghe che davano la possibilità all'Esecutivo di modificare i contenuti di decreti legislativi già promulgati AUMENTO DEL POTERE DELL'ESECUTIVO NEL PROCESSO LEGISLATIVO

  28. Approvazione di Deleghe e Decreti Legislativi 1963 – 2007

  29. Ruolo dell’esecutivo nel processo legislativo: Regolamenti Parlamentari e Pratiche Informali

  30. 3 temi permettono di misurare la forza del governo nel processo legislativo: • Restrizione temporale e organizzazione del calendario delle attività parlamentari • Regole sugli emendamenti e sul voto del parlamento • Pianificazione del bilancio

  31. Approvazione del calendario delle attività parlamentari Fino al 1971 non esistono regole specifiche per programmare il dibattito parlamentare Nel 1971 viene introdotto l'obbligo di programmare il calendario (art. 23 R.C.). L’approvazione avviene solo se si raggiunge l'unanimità all'interno della Conferenza dei Capigruppo In caso di mancata unanimità, il presidente della camera propone l'ordine del giorno (o un programma settimanale nel senato) che può essere cambiato da una deliberazione da parte della rispettiva camera

  32. EFFETTO: Rafforzamento dei Presidenti delle Camere e dei corpi interni del parlamento Nessun rafforzamento dell’esecutivo

  33. Le iniziative degli anni '80 tentano di rendere più efficiente l’iter legislativo e contrastare l’ostruzionismo causato dall’incremento della frammentazione partitica MA: Ancora una volta non aumentano la forza del governo, bensì quella dei presidenti delle camere.

  34. Solo all'inizio degli anni '90 nei regolamenti parlamentari vengono citate le direttive del governo come una fonte consultiva su cui basare il programma delle attività Nel 1998 viene approvata la presenza del governo all'interno della Conferenza dei Presidenti di gruppo tramite un suo rappresentante – ma senza diritto di voto o di proposta particolare La maggioranza richiesta per approvare il calendario però diventa una maggioranza qualificata di ¾ rispetto all’unanimità che vigeva precedentemente. Ma comunque superiore a una possibile maggioranza governativa

  35. EFFETTO: Maggiore inclusione governativa nel processo di agenda setting Senza però un aumento di poteri effettivi

  36. Regole su Emendamenti e Voto Un barometro di controllo legislativo dei governi multipartitici è il potere di proporre gli ultimi emendamenti prima del voto finale su una legge Per regolamento di entrambe le camere il governo non detiene questo potere I presidenti delle camere invece detengono ruoli importanti nella decisione sull’ordine (Senato) e sui limiti di tempo (Camera) per proporre emendamenti

  37. Anni '80 : viene limitata la durata degli interventi per limitare l’ostruzionismo parlamentare. La tattica dilatoria più utilizzata diventa la presentazione in quantità elevate di emendamenti seriali, simili tra di loro, che ritardano ulteriormente l'approvazione di una legge. CONSEGUENZA: il Presidente della Camera viene incaricato di ordinare gli emendamenti per tema, da quello che più si allontana dal testo originario e un determinato numero di emendamenti intermedi sino all'emendamento più vicino al testo originario, così tutti gli emendamenti intermedi vengono assorbiti.

  38. Fino alla fine degli anni ‘80 non è stato fatto alcun tentativo di assegnare il potere d’agenda legislativo a un attore istituzionale preciso. Invece la lotta all’ostruzionismo ha rafforzato non il governo, bensì i presidenti delle camere

  39. Una Svolta: Riforma 1988 Si abolisce il voto segreto sulla maggior parte delle votazioni parlamentari Il governo così può chiedere il voto di fiducia non solo sugli ultimi emendamenti ma anche sul voto finale EFFETTO: Rafforza Esecutivo ma porta a una pratica informale oramai molto comune: Il Maxi Emendamento

  40. Il maxi emendamento L'intento del maxi emendamento è quello di mantenere una proposta di legge intatta raggruppandone tutte le parti in un articolo, in modo da poterlo sottoporre a soli due voti di fiducia, sull’articolo e nella votazione finale. Così il governo può controllare che la legge finale sia vicina al proprio programma senza rischiare molteplici voti di fiducia

  41. Problemi di Costituzionalità - Esempio : 2004, Legge Castelli sulla riforma dell'ordinamento giudiziario Il PdR rinviò la legge alle camere. La motivazione fu l'inosservanza della norma costituzionale che prevede una votazione per ogni comma di una legge La legge presentava un numero elevato di paragrafi e sotto-paragrafi che avrebbero dovuto essere votati uno ad uno In realtà il governo presentò tutta la legge come un unico emendamento sfruttando l’ambiguità della Costituzione La riforma subì qualche lieve modifica senza però tenere conto delle motivazioni del PdR che vennero giudicate inconsistenti, e ne venne approvata una forma sostanzialmente identica.

  42. EFFETTO  Rafforzamento dell’Esecutivo Perdita di potere del parlamento e del lavoro in commissione Maggior controllo dell’agenda legislativa

  43. Pianificazione del Bilancio Utilizzo di stessi strumenti procedurali: (decreto legge, maxi emendamento etc.) Fino a 1978 nessuna legge – unici vincoli in art. 81 C.I.  più margine intervento del parlamento Riforma ‘78 fallisce  rimane libertà emendamento per parlamentari

  44. Riforma 1988 Tentativo razionalizzazione approvazione legge di bilancio Rinforzamento potere d’agenda presidenti delle camere e comitato competente DPEF – presentato dal governo alla camera  limita e indirizza azione parlamento per quanto riguarda outcome finanziari

  45. Effetti sull’agenda setting: • Il rafforzamento dei presidenti delle camere e del presidente della commissione bilancio si esprime in un potere di filtro • Valutazione dell’esecutivo difficile per via di utilizzo altri strumenti nell’approvazione del bilancio

  46. Analisi e conclusioni

  47. Quali sono gli equilibri politici della prima repubblica? • Tutti gli attori sanno che non si può formare un governo senza Dc • Molti attori sono convinti che non ci possa essere governo col sostegno delle estreme • Progressivo aumento della frammentazione partitica Assenza di alternanza

  48. Quali sono le conseguenze nel processo legislativo? • Difficoltà a intraprendere dei cambiamenti di policy  status quo interno all’equilibrio paretiano tra i partiti di Governo. • Dato che stabilità comporta poco spazio per il cambiamento, gli attori politici parlamentari considerano poco conveniente delegare il loro potere d’agenda per ridurre i costi di un processo legislativo ingombrante  Ecco spiegato il bassissimo numero di decreti legislativi durante tutta la Prima Repubblica

  49. Supponiamo che ci sia una coalizione formata da 3 partiti: A, B e C e che gli attori parlamentari siano tra loro più distanti che gli attori governativi • L’appoggio degli attori parlamentari è necessario al Governo • SQ1 rappresenta la situazione durante la Prima Repubblica. Il Parlamento può cambiare lo status quo attraverso la procedura ordinaria o decreto legge. Il risultato finale è la lente grigio scuro.

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