1 / 79

MODULO 3

MODULO 3. INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI. IL DATORE DI LAVORO EFFETTUA LA VALUTAZIONE DI CUI ALL’ 17 ED ART.28 ELABORA IL D.V.R. IN COLLABORAZIONE AL R.S.P.P. ED AL MEDICO COMPETENTE FACENDOLO VISIONARE ALL’R.L.S.

snowy
Download Presentation

MODULO 3

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. MODULO 3

  2. INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEIRISCHI

  3. IL DATORE DI LAVORO EFFETTUA LA VALUTAZIONE DI CUI ALL’ 17 ED ART.28 ELABORA IL D.V.R. IN COLLABORAZIONE AL R.S.P.P. EDAL MEDICO COMPETENTE FACENDOLO VISIONARE ALL’R.L.S.

  4. LA VALUTAZIONE ED IL DOCUMENTO SONO RIELABORATI IN OCCASIONE DI MODIFICHE DEL PROCESSO PRODUTTIVO

  5. VALUTAZIONE DEL RISCHIO valutazione globale delle probabilità e della gravità di possibili lesioni in una situazione pericolosa per scegliere le adeguate misure di sicurezza

  6. OBIETTIVI DELLA VALUTAZIONE RISCHIconsentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori

  7. SITUAZIONI TIPICHE CHE RICHIEDONO LA VALUTAZIONE RISCHI

  8. IMPIEGO DELLE ATTREZZATURE DI LAVOROMETODI DI LAVORO E DISPOSIZIONE DEGLI IMPIANTI IMPIEGO DELL’ELETTRICITA’

  9. ESPOSIZIONE A SOSTANZE O PREPARATI PERICOLOSI PER LA SICUREZZA E LA SALUTEESPOSIZIONE AD AGENTI FISICI

  10. ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI FATTORI AMBIENTALI E AMBIENTE DI LAVOROINTERAZIONE DEL POSTO DI LAVORO E DEI FATTORI UMANI

  11. FATTORI PSICOLOGICIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

  12. INDICE INDICATIVO DEI CAPITOLI DA SVILUPPARE ALL’INTERNO DI UN D.V.R.( ASL/REGIONE )

  13. 1- dati generali identificativi dell’azienda2 – attività e schema produttivo3 – organizzazione aziendale4 – struttura del S.P.P.5 – struttura dell’emergenza e pronto soccorso6 – funzionamento del sistema organizzazione-gestione-verifica

  14. 7 – modalità di organizzazione delle attività date in appalto8 – attività affidate a terzi9 – coinvolgimento degli attori10 – mansioni svolte all’interno della struttura11 – lista utilizzata per i rischi12 – analisi dei rischi

  15. 13 – misure attuate14 – misure di miglioramento previste15 – tempi di attuazione16 – aree di lavoro17 modalità di gestione e revisione

  16. CHI REDIGE IL DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI?IL DATORE DI LAVORO CON L’EVENTUALE APPORTO DEL R.S.P.P.

  17. CHI DEVE PRENDERE PARTE ALLA STESURA O COMUNQUE DEVE ESSERE A CONOSCENZA?IL MEDICO COMPETENTEIL R.L.S.

  18. ANALISI DEI RISCHIMETODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE

  19. SCALA DELL'ENTITA' DEL DANNO D4Gravissimo Infortuni mortali o con gravi invalidità permanenti3Grave Infortuni con invalidità parziali permanenti2Medio Infortuni con invalidità reversibili1Lieve Infortuni con invalidità rapidamente reversibili

  20. SCALA DELLE PROBABILITA' P4Molto probabile Esiste una correlazione diretta tra carenza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato. Esistono dati statistici di danni avvenuti per la carenza rilevata anche in aziende simili3Probabile La carenza rilevata può produrre un danno anche se in modo non automatico o diretto. Esistono dati statistici di danni avvenuti per la carenza rilevata anche in aziende simili2Poco probabile La carenza rilevata può produrre un danno solo in circostanze ed eventi sfavorevoli. Dati statistici molto scarsi1Improbabile La carenza rilevata può produrre un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili. Dati statistici nulli.

  21. A CIASCUN RISCHIO VIENE ASSOCIATA UNA SPECIFICA SORVEGLIANZA SANITARIA

  22. LA SORVEGLIANZA E’ DEMANDATA AL MEDICO COMPETENTE CHE HA L’OBBLIGO DI PREDISPORRE, IN RELAZIONE ALLE MANSIONI DEL LAVORATORE UN PARTICOLARE SCADENZIARIO DI VISITE DI CONTROLLO A CARICO DEL D.D.L.

  23. PRINCIPALI RISCHI

  24. RISCHI MECCANICI CADUTE DALL’ALTOLAVORI IN QUOTA RUMORE VIBRAZIONIRISCHIO BIOLOGICO RISCHIO CHIMICO

  25. RADIAZIONI IONIZZANTI( RI ) E NON IONIZZANTI( NIR )ENERGIA TRASPORTATA NELLO SPAZIO INDIPENDENTEMENTE DALLA PRESENZA DI UN MEZZO MATERIALE

  26. ESEMPIIONIZZANTI:RAGGI XNON IONIZZANTIONDE ELETTROMAGNETICHE CON FREQUENZA INFERIORE A 3000 Hz E LUNGHEZZA D’ONDA MAGGIORE A 100 MM ENERGIA BASSA CHE NON ROMPE IL LEGAME CHIMICO PER PRODURRE IONIZZAZIONE

  27. CAMPI ELETTROMAGNETICI MICROCLIMAILLUMINAZIONE

  28. VIDEOTERMINALI

  29. RISCHIVISTA ED OCCHIPOSTURA ED AFFATICAMENTO FISICO O MENTALECONDIZIONNI ERGONOMICHE E D’IGIENE AMBIENTALEAMBIENTI DI LAVOROUNI 10120

  30. PAUSA 15 MINUTI OGNI 120 MINUTI DI APPLICAZIONE CONTINUATIVASORVEGLIANZA SANITARIA BIENNALE PER LAVORATORI CON PRESCRIZIONE E CON ETA’ SUPERIORE A 50 ANNIQUINQUENNALE PER GLI ALTRI

  31. STRESS LAVORO-CORRELATOL’ART.28DEL D.LGS 81/08 PREVEDE LA VALUTAZIONE ANCHE DI QUESTO RISCHIOACCORDO EUROPEOOTTOBRE 2004

  32. DEFINIZIONI DI STRESS“REAZIONI FISICHE ED EMOTIVE DANNOSE CHE SI MANIFESTANO QUANDO LE RICHIESTE LAVORATIVE NONN SONO COMMISURATE ALLE CAPACITA’, RISORSE O ESIGENZE DEL LAVORATORE “

  33. CAUSEINNOVAZIONI ALLA PROGETTAZIONE ED ORGANIZZAZIONNE DEL LAVOROPRECARIETA’ DEL LAVOROAUMENTO DEL CARICO DEL LAVOROELEVATA PRESSIONE EMOTIVAVIOLENZE O MOLESTIE ( MOBBING )SCARSO EQUILIBRIO TRA LAVORO E VITA PRIVATA

  34. VALUTAZIONEANALISI DI FATTORI QUALI L’ORGANIZZAZIONE ED I PROCESSI DI LAVORO CONDIZIONI ED AMBIENTE DI LAVOROCOMUNICAZIONEFATTORI SOGGETTIVI

  35. PREVENIRE LO STRESSGESTIONE E COMUNICAZIONEFORMAZIONE DEI DIRIGENTI E DEI LAVORATORICONSULTAZIONE

  36. DA MOLTI STUDI E’ EMERSO CHE NEI PROCESSI EDUCATIVI, CON MAGGIORE INTENSITA’ PER QUELLI INTERESSANTI L’INTEGRAZIONE DI ALUNNI CON DISABILITA’, IL FENOMENO E’ MOLTO IMPORTANTE

  37. UNA CONSISTENTE LETTERATURA INTERNAZIONALE EVIDENZIA FENOMENI DI STRESS E DI BURNOUT NEI LAVORATORI ADDETTI A TALI MANSIONI

  38. LE PRINCIPALI CAUSE SONO STATE ADDOTTE A:- ROUTINE SCOLASTICHE- TEMPO IMPEGNATO- ASSETTI ORGANIZZATIVI- FRUSTRAZIONE ECONOMICA- PRECARIETA’

  39. DISCIPLINA- NUMEROSITA’ DELLE CLASSI- COMPORTAMENTI DELLE CLASSI

  40. UNA PROPOSTA METODOLOGICA PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS-CORRELATO E’ QUELLA PROPOSTA DAISPESL

  41. LA PROPOSTA SI ARTICOLA IN TRE FASI1. INQUADRAMENTO DEGLI INDICATORI OGGETTIVI2. INDIVIDUAZIONE DEL LIVELLO DI RISCHIO3. MISURA DELLA PERCEZIONE DELLO STRESS

  42. I FATTORI STRESSOGENI CONSIDERATI SONO:- INDICATORI AZIENDALI- CONTESTO LAVORATIVO- CONTENUTO DEL LAVORO

  43. NEGLI INDICATORI AZIENDALI VENGONO PRESI IN CONSIDERAZIONE- INFORTUNI ASSENZA PER MALATTIA- ASSENZA DAL LAVORO FERIE NON GODUTE- ROTAZIONE DEL PERSONALE- SANZIONI DISCIPLINARI- RICHIESTE VISITE STRAORDINNARIE- ISTANZE GIUDIZIARIE

  44. NEL CONTESTO LAVORATIVO VENGONO PRESI IN CONSIDERAZIONE- CULTURA ORGANIZZATIVA- RUOLO NELL’ORGANIZZAZIONE- SVILUPPO NELLA CARRIERA- AUTONOMIA DECISIONALE- RELAZIONI INTERPERSONALI- INTERFACCIA FAMIGLIA LAVORO

  45. NEL CONTENUTO DEL LAVORO VENGONO PRESI IN CONSIDERAZIONE- AMBIENTE DI LAVORO ED ATTREZZATURE- PIANIFICAZIONE DEI COMPITI- CARICO E RITMI DI LAVORO- ORARIO DI LAVORO

  46. OGNI SPECIFICITA’ VIENE PRESA IN CONSIDERAZIONE ED ANALIZZATA CON SCHEDE SPECIFICHE COME PER ESEMPIO LA SEGUENTE

  47. AMBIENTE DI LAVORO ED ATTREZZATURE SI NO

  48. LA COMPILAZIONE DELLE TRE AREE DELLA CHECK LIST PERMETTE DI ACQUISIRE UNASTIMADELLE CONDIZIONI DI RISCHIO CHE PSSONO ESSERE

More Related