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LE ACQUE DI RIFIUTO DELL'ISII COME SI PRODUCONO E CHE NE FACCIAMO?

LE ACQUE DI RIFIUTO DELL'ISII COME SI PRODUCONO E CHE NE FACCIAMO?. Acque di rifiuto. Nella vita ordinaria, e quindi anche a scuola, ciascuno di noi produce direttamente acque di rifiuto, che sono quelle usate: - per l'igiene personale - per la preparazione dei cibi

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LE ACQUE DI RIFIUTO DELL'ISII COME SI PRODUCONO E CHE NE FACCIAMO?

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Presentation Transcript


  1. LE ACQUE DI RIFIUTO DELL'ISII COME SI PRODUCONO E CHE NE FACCIAMO?

  2. Acque di rifiuto • Nella vita ordinaria, e quindi anche a scuola, ciascuno di noi produce direttamente acque di rifiuto, che sono quelle usate: • - per l'igiene personale • - per la preparazione dei cibi • - per la pulizia degli ambienti

  3. Rifiuti liquidi speciali La Scuola produce oltre ai rifiuti liquidi di tipo domestico, anche rifiuti liquidi speciali generati dalle attività di Laboratorio e di Officina

  4. Smaltimento rifiuti speciali I rifiuti liquidi speciali non possono essere immessi in fognatura pubblica : la legge prevede per gli scarichi in fognatura precisi limiti di concentrazione dei vari inquinanti che non verrebbero efficacemente rimossi dai trattamenti per essi previste. L'ISII ha fatto un contratto con IREN che cura il loro smaltimento tramite processi chimico-fisici appropriati.

  5. Trattamento dei rifiuti liquidi urbani • Le acque di rifiuto di tipo domestico sono convogliate in uno o più grandi recipienti interrati , chiamati “fossa settica” o “biologica” dove sostano per far sedimentare i corpi estranei (che verranno periodicamente allontanati con autospurgo) e far diventare deliquescenti i corpi solidi organici, prima di essere recapitate per gravità nella fognatura pubblica. • Questa fognatura è una rete di tubazioni interrate che convoglia gli scarichi a un unico punto di raccolta dove queste acque sono “trattate”.

  6. Destino delle acque reflue In generale le acque reflue urbane non possono essere reimmesse direttamente nell'ambiente poiché i posibili recapiti finali come il terreno, il mare, i fiumi ed i laghi non sarebbero in grado di ricevere, senza danni gravi, una quantità di sostanze inquinanti superiore alla propria “capacità autodepurativa” Esse vanno preventivamente trattate.

  7. Impianto di trattamento Il processo di depurazione si articola in due linee: -la linea acque" dedicata al trattamento di depurazione delle acque - la "linea fanghi" dedicata al trattamento, alla trasformazione e allo smaltimento dei fanghi, ovvero del materiale che risulta dalle diverse fasi della depurazione.

  8. Linea Acque • La linea acque comprende di solito tre stadi, chiamati: • trattamento primario : un processo di tipo fisico che comprende la grigliatura, la sgrassatura, la sedimentazione primaria; • trattamento secondario : eliminazione delle sostanze organiche contenute nel liquame attraverso l'ossidazione biologica e la sedimentazione secondaria.

  9. Ossidazione a Fanghi attivi • Nel trattamento biologico a fanghi attivi si realizza nelle vasche un sistema dinamico aerobico controllato, che riproduce in ambiente artificiale gli stessi meccanismi biologici che avvengono in natura (ad esempio lungo il corso di un fiume), • ma con una velocità delle reazioni accelerata e uno spazio occupato minore. • Necessaria attenta regolazione del processo!

  10. Ossidazione a Fanghi attivi • Nel trattamento biologico a fanghi attivi si realizza nelle vasche un sistema dinamico aerobico controllato, che riproduce in ambiente artificiale gli stessi meccanismi biologici che avvengono in natura (ad esempio lungo il corso di un fiume), • ma con una velocità delle reazioni accelerata e uno spazio occupato minore.

  11. Reattore a Fanghi attivi • Il reattore a fanghi attivi consiste in una vasca in cemento armato alimentata dai liquami freschi in cui si immette ossigeno e una porzione dei fanghi prodotti in precedenza. • L'immissione di ossigeno avviene tramite insufflazione di aria compressa dal fondo con compressore esterno di aria o immessa dalla superficie tramite un aereatore a turbina. • Necessaria un'attenta regolazione del processo!

  12. Parametri da controllare Torbidità dell'effluente: deve essere limpido. Aspetto dei fanghi attivi: colore bruno e senza odore putrido. BOD effluente: < 30-40 mg/l A questi fini occorre: - Regolazione dell'aereazione: concentrazione di Ossigeno mantenuta tra 0,5 e 2 mg/l in tutti i punti del reattore. - Regolazione dell'estrazione dei fanghi in eccesso

  13. Trattamento terziario • trattamento terziario : processi chimici speciali per abbattere il contenuto di quelle sostanze che non vengono eliminate durante i trattamenti primario e secondario (Fosfati e Nitrati). • Spesso questo stadio manca, ritenendo che la capacità autodepurativa del corpo d'acqua ricevente sia sufficiente ad evitare grossi problemi ambientali. • Se nella zona dell'impianto c'è spazio sufficiente si può evitare il trattamento terziario e realizzare al suo posto un sistema di fitodepurazione

  14. Linea Fanghi • Nella linea fanghi vengono trattati i fanghi prodotti durante le fasi di sedimentazione previste nella linea acque. • Si elimina l'elevata quantità di acqua contenuta, riducendone il volume e si stabilizza il materiale organico distruggendo gli organismi patogeni presenti. • A questo scopo può essere realizzata la cosiddetta “Digestione anaerobica” con produzione di Metano e i fanghi risultanti possono essere poi distribuiti sui terreni agricoli.

  15. Controlli sull'Acqua in Tadini Monitorando il parametro “Nitrati” del pozzo zootecnico (che si trova al’interno dell’azienda) e confrontandolo con il valore dello stesso parametro dell’acqua potabile fornita da IREN, i cui pozzi sono a monte dell' allevamento, si tiene sotto controllo il probabile inquinamento della falda dovuto all’utilizzo dei liquami.

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