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Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Ministero per i Beni e le Attività Culturali. CANTIERI DI RESTAURO E CANTIERI DI SCAVO. Formazione per passaggi tra le aree, dall’area A alla posizione economica B1. PRINCIPALE NORMATIVA DI RIFERIMENTO. Art. 32 Costituzione Artt. 2043 e 2087 C.C.

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  1. Ministero per i Beni e le Attività Culturali CANTIERI DI RESTAURO E CANTIERI DI SCAVO Formazione per passaggi tra le aree, dall’area A alla posizione economica B1 Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  2. PRINCIPALE NORMATIVA DI RIFERIMENTO • Art. 32 Costituzione • Artt. 2043 e 2087 C.C. • DPR 547/55 norme generali per la prevenzione degli infortuni • DPR 164/56 prevenzione infortuni sul lavoro nelle costruzioni • DPR 303/56 norme generali per l’igiene del lavoro • DM 12/09/58 Istituzione registro infortuni • DPR 1124/65 testo unico per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattia professionali Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  3. DPCM 21/7/89 emissioni inquinanti dei cantieri edili • D.Lgs 277/91° s.m.i. protezione contro i rischi da amianto e rumore • D.Lgs 77/92 protezione contro i rischi di esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici • D.Lgs 626/94 e s.m.i. miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori • D.Lgs 758/94 modifica della disciplina sanzionatoria in materia di lavoro • D.Lgs 493/96 segnaletica di sicurezza sul posto di lavoro • D.Lgs 494/96 e s.m.i. prescrizioni minime di sicurezza e salute da attuarsi nei cantieri temporanei e mobili Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  4. DM 2/5/2001 criteri per l’individuazione e l’uso dei D.P.I. • D.Lgs 152/2006 Norme in materia ambientale • L. 123/2007 Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  5. CANTIERE TEMPORANEO O MOBILE Qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile: lavori di costruzione, riparazione, conservazione, risanamento, ristrutturazione, (…) Sono inoltre lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, (…) I cantieri di restauro o di scavo archeologico trovano collocazione nelle definizioni tipologiche di cui all’art. 2 del D.Lgs 494/96 e s.m.i. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  6. IL COMPARTO EDILEandamento infortunistico n.° occupati: +4,4% nel 2006 Rappresenta il settore produttivo (codice settore F45) con il maggior numero di infortuni, anche mortali. Per una misurazione più significativa del fenomeno occorre far riferimento agli indici di frequenza elaborati dall’INAIL (rapporto fra infortuni indennizzati e n.° addetti). Da questi risulta: Rischio infortunistico settore: 64,33 n.b. rischio medio generale industria 39,79 Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  7. Le tecnopatie più frequenti in tale comparto sono: • Patologie osteoarticolari – mov. man. Carichi, postura, ecc • Ipoacusia • Dermatiti irritative da contatto e dermatiti allergiche da contatto. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  8. GLI AMBIENTI LAVORATIVI Sia nei cantieri di restauro che in quelli di scavo ci si può trovare ad operare, oltre che nella definizione classica dell’edilizia “ambiente semiconfinato”, in: Ambienti chiusi Ambienti aperti Ambienti sotterranei (naturali o artificiali) Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  9. PROPRI DELLA TIPOLOGIA LAVORATIVA FISICI – mov. man. carichi; cadute dall’alto o seppellimento; folgorazione; tagli; contusioni; incendio; ecc.. CHIMICI –prodotti o composti utilizzati (nocivi, sensibilizzanti, cancerogeni, ecc.) DI TIPO ORGANIZZATIVO – lavorazioni interferenti; lavoro notturno, ripetitivo PROPRI DELL’AMBIENTE LAVORATIVO BIOLOGICI – agenti patogeni presenti (es. tetano) CHIMICI – sostanze normalmente presenti nell’ambiente ( es. gas Radon) FISICI – UV; microclima, ricambi aria, ecc. IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  10. Vi è quindi un interscambio di fattori di rischio: LAVORO AMBIENTE Non vanno sottovalutati gli eventuali fattori di rischio indotti dall’attività di restauro o scavo archeologico nelle tre matrici fondamentali dell’ambiente esterno: • ARIA – polveri, fumi, rumore, ecc. • ACQUA – infiltrazioni di inquinanti nelle falde superficiali • SUOLO – smaltimento rifiuti ± pericolosi Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  11. IL CANTIERE DI SCAVO Fasi lavorative: • scarico materiali ed attrezzature; • Trasporto e stoccaggio; • Esecuzione dello scavo; • Pulizia e riordino area di cantiere Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  12. scarico materiali ed attrezzature – RISCHI • Caduta, investimento di carichi in movimento; • Caduta materiale dall’alto; • Abrasioni e schiacciamento delle mani; • Lesioni dorsolombari. DPI: calzature antinfortunistiche, protezione del capo, guanti antiabrasione. Comportamenti da tenere: indossare i DPI; imbracare i carichi con cinghie o funi in modo che durante la movimentazione non si muovano, i materiali sciolti vanno messi in ceste; prima di movimentare a mano valutare il peso e la dimensione, individuare il modo più indicato per la movimentazione senza affaticare la schiena Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  13. Trasporto e stoccaggio – RISCHI • Caduta materiali; • Investimento; • Ribaltamento del mezzo di trasporto; • Ferite da chiodi (arti inferiori); • Abrasioni/schiacciamento mani e piedi • Lesioni dorsolombari. DPI:calzature antinfortunistiche, protezione del capo; guanti antiabrasione. Comportamenti da tenere: indossare i DPI; usare un mezzo di trasporto adeguato al carico da trasportare, qualsiasi mezzo di trasporto se sovraccarico può rovesciare; non compiere sforzi eccessivi; prima di passare o sostare sotto luoghi di lavoro sopraelevati, avvertire chi vi lavora e assicurarsi del loro consenso Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  14. Esecuzione dello scavo – RISCHI • Caduta materiali dall’alto; • Caduta di persone; • Franamento delle pareti di scavo; • Colpo di calore; • Presenza patogeni nel terreno (rischio biologico) DPIcalzature antinfortunistiche; protezione del capo;guanti. Comportamenti da tenererecintare l’area dello scavo; non depositare materiali presso il bordo dello scavo; la terra di risulta va posta lontano dal bordo dello scavo; per scavi profondi più di mt. 1,5 le pareti vanno sostenute con armature oppure inclinate secondo il naturale declivio del terreno; accertarsi che nell’area di scavo non vi siano impianti tecnoclogici; segnalare ostacoli che non si possono eliminare Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  15. Un particolare fattore di rischio, nelle lavorazioni eseguite in presenza di forte soleggiamento, sia nei cantieri di scavo che di restauro, è rappresentato dal colpo di calore. “sindrome iperpiretica a decorso anche infausto dovuta al blocco dei meccanismi centrali di termoregolazione. Può iniziare improvvisamente con perdita di coscienza” ( °t coprporea> 38°C ) Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  16. La prima e più importante cosa da fare ogni giorno è verificare le previsioni e le condizioni meteorologiche; • Occorre valutare i parametri relativi alla temperatura dell’aria e l’umidità relativa; • Devono essere considerate a rischio quelle giornate in cui si prevedono parametri di temp. (all’ombra) superiore a 30 °C e/o U.R. superiore al 70%. Vi è rischio quando la T notturna rimane al disopra dei 25°C, ciò non favorisce il recupero dell’organismo; Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  17. Per valutare in modo semplificato il rischio sulla base dei due parametri detti è utile l’utilizzo della carta dell’indice di calore proposta dall’Istituto Francese per la Ricerca sulla Sicurezza: Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

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  19. L’indice riferito ad una determinata situazione lavorativa si ottiene incrociando la verticale passante per la T, misurata all’ombra nelle immediate vicinanze del posto di lavoro, con un termometro, con l’orizzontale passante per la % di U.R., misurata con igrometro. • Per valori intermedi di T ed UR si utilizzeranno indici intermedi Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  20. l’indice ricavato va confrontato con la seguente tabella: Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  21. gli indici sono validi per lavoro all’ombra e con vento leggero; • Per lavori al sole l’indice letto va aumentato di 15; • va ricordato che l’acclimatamento, in media, richiede dagli 8 ai 12 giorni e scompare dopo 8; • è evidente che il rischio è più elevato nel caso si verifichino “ondate di calore”; • il rischio può essere aumentato dall’impossibilità di procurarsi acqua fresca, da un lavoro fisico pesante e da pause di recupero insufficienti. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  22. N.B. Con valori dell’indice maggiori di 90 (o con valori inferiori, ma in condizioni di lavoro fisico molto pesante e comunque tassativamente con indice > 100) è necessario prevedere ogni ora pause in luogo il più possibile fresco; • tali pause sono misure di prevenzione previste da chi organizza il lavoro ed i lavoratori devono essere invitati a rispettarle; Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  23. Non devono essere lasciate alla libera decisione del lavoratore. Il rischio può essere aumentato anche dall’utilizzo dei DPI che possono, in alcuni casi, rendere difficoltosa la dispersione del calore (si pensi a tute poco traspiranti come nel caso della rimozione di amianto). Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  24. Riassumendo: Misure di prevenzione: • Valutare il rischio; • Informare i lavoratori; • Mettere a disposizione acqua potabile fresca sufficiente; • Predisporre aree di riposo ombeggiate; • Aumentare la frequenza di pause di riposo; • Rotazione, nel turno, fra gli esposti; Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  25. Minimizzare il rischio (lavori pesanti nelle ore più fresche; programmare in modo che si lavori sempre nelle zone meno exp al sole); • Variare l’orario di lavoro per sfruttare le ore meno calde; • Evitare lavori isolati (permettere un reciproco controllo, in caso di inconvenienti). Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  26. Comportamenti di autoprotezione da raccomandare: • bere acqua fresca regolarmente; • Indossare abiti leggeri • Evitare alcolici e limitare il fumo; • Evitare, nella pausa pranzo, pasti abbondanti; • In caso di malessere segnalare i sintomi al capocantiere o ad un collega e non mettersi alla guida di un veicolo, ma farsi accompagnare Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  27. IL CANTIERE DI RESTAURO Oltre ai fattori di rischio tipici dell’edilizia, nei cantieri di restauro, (superfici intonacate, in pietra, dipinti murali) il rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori è strettamente legato alle metodiche operative ed ai prodotti ed attrezzature utilizzati (prodotti chimici potenzialmente pericolosi, utilizzo di attrezzature particolari quali laser o ultrasuoni per le puliture, ecc). Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  28. Va comunque sfatata la maggiore “pericolosità” del cantiere di restauro rispetto all’edilizia tradizionale. Non esistono dati statistici di infortuni o malattie professionali specifici per il campo del restauro; normalmente nelle rilevazioni effettuate si tende ad aggregare dati relativi a diverse figure professionali (dall’operaio specializzato –stuccatore- all’ebanista ed a figure artigianali che poco hanno a che fare con il “restauratore conservatore” della nostra amministrazione) Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  29. Anche l’esposizione a rischio chimico dovuta ai prodotti utilizzati (consolidanti, protettivi, ecc.) se si analizzano attentamente i tempi di esposizione e le quantità in gioco risulta essere meno allarmate di quanto emotivamente si sia portati a valutare. Ciò non significa, tuttavia, che tali tipologie di rischio vadano sottovalutate: occorre semplicemente quantificarle in modo oggettivo. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  30. Nella valutazione del rischio nei cantieri di restauro è fondamentale un’accurata progettazione del cantiere stesso, incluse le opere provvisionali che debbono consentire lo spazio sufficiente agli operatori restauratori per svolgere la loro mansione: andranno quindi predisposti piani di lavoro con larghezza doppia rispetto agli schemi tipo per consentire l’agevole movimento e la contestuale operatività. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  31. Fasi lavorative: • Delimitazione area del cantiere; • Scarico materiali ed attrezzature; • Trasporto e stoccaggio; • Predisposizione delle eventuali opere provvisionali; • Allestimento aree stoccaggio materiali • Esecuzione dell’intervento; • Pulizia e riordino area di cantiere Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  32. PRODOTTI CHIMICI RISCHI: • Avvelenamento • Irritazione delle vie respiratorie • Irritazione della pelle ed ustioni da sostanze • Uso scorretto o pericoloso di sostanze nocive Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  33. DPI: calzature e guanti idonei; occhiali, filtranti facciali/maschere respiratorie, abbigliamento idoneo. Comportamenti da tenere Se la sostanza che si utilizza provoca ustioni o irritazioni alla pelle occorre indossare scarpe di sicurezza, guanti ed occhiali protettivi, se del caso indossare una tuta completa e protezione delle vie respiratorie. Le sostanze ed i prodotti pericolosi vanno usati correttamente – tenere a disposizione la scheda tecnica di sicurezza del prodotto o della sostanza Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  34. Ogni sostanza chimica ha proprie caratteristiche e modalità d’impiego, prima di usarla farsi indicare dal preposto i dosaggi, le modalità d’uso e le precauzioni da adottare, tenendo sempre presente che variazioni anche modeste dei dosaggi possono provocare effetti indesiderati, soprattutto in caso di miscelazione con altri composti !!. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  35. Prestare particolare attenzione ai simboli posti sulle confezioni, che indicano i danni che la sostanza può provocare. L’ etichetta deve riportare anche la descrizione dei rischi ed i consigli di precauzione. • Per il dosaggio usare recipienti graduati; non travasare sostanze pericolose in bottiglie o altri contenitori che contenevano alimenti o bevande e magari ne conservano ancora l’etichetta Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  36. Un altro fattore di rischio da valutare nel caso di cantieri di restauro è costituito dalla “pericolosità materica” del manufatto stesso. Le stesse caseine utilizzate nel restauro negli anni passati sono habitat elettivo per una serie di microorganismi potenzialmente patogeni; così come i materiali utilizzati per la costituzione di pellicole pittoriche antiche che, seppur prevedevano l’utilizzo di “prodotti naturali”,possono risultare dannose per l’organismo (es. orpimento= trisolfato di arsenico). Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  37. Negli interventi di restauro delle superfici ci si può trovare ad operare in ambienti sotterranei o seminterrati. In tali contesti occorre prestare attenzione a quei fattori di rischio insiti nell’ambiente stesso ed alle condizioni lavorative: • Il sufficiente apporto di aria, in relazione all’attività svolta; • La presenza di fattori di rischio quali patogeni o sostanze chimiche naturali (es. Radon). Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  38. L’art. 9 del DPR 303/56 prescrive che nei luoghi di lavoro chiusi i lavoratori debbono disporre di aria salubre in quantità sufficiente [ricambi ora: (UNI EN ISO 7730/97) R/h = n.° persone X cubo d’aria mc. ambiente considerato Cubo d’aria: quantità di aria di cui l’individuo ha fisiologicamente bisogno Es. Attività sedentaria : 30 mc./h locali affollati : 70 mc/h ] Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  39. Esistono norme relative a particolari attività lavorative quali il D.P.R. 20/3/56, n.°320 (prevenzione infortuni ed igiene del lavoro in sotterraneo): art. 30: ad ogni lavoratore deve essere assicurato un minimo di 3mc di aria fresca al minuto; la velocità dell’aria di ventilazione deve essere tale che, in rapporto alla T della stessa, non risulti pregiudizievole per la salute (art.31); Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  40. La T deve essere contenuta al disotto del limite max di 30°C di Ta o 25°C di Tn (t psicrometrica); la durata del lavoro è ridotta a 6 ore qualora si superino i 35°C di Ta o i 30°C di Tn (art.33,c.2); a valori superiori sono consentiti solo lavori di emergenza o operazioni di salvataggio (art.33,c.3) Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  41. GAS RADON • È un gas radioattivo naturale (8 volte più pesante dell’aria) classificato, con i suoi prodotti di decadimento, cancerogeno di gruppi I dallo IARC; • Chimicamentre inerte, è incolore, inodore, insapore ed estremamente volatile; è prodotto dal decadimento del 226Radio che a sua volta deriva dal decadimento di tre nuclidi, che danno luogo a tre diverse famiglie radioattive: 238Uranio, 232 Torio e 235 Uranio; Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  42. Il Radon viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre, in particolare lave, tufi, pozzolane, alcuni graniti, ecc.; spesso si riscontra anche in calcari e marne. • La NAS (National Accademy of Sciences, degli Stati Uniti) ha confermato che il Radon rappresenta, dopo il fumo, la seconda causa di morte per tumore polmonare. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

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  44. L’exp. al Radon comporta, anche a piccole dosi, la probabilità di contrarre un tumore, in particolare al polmone (è l’organo più radiosensebile dell’app. respiratorio). • La pericolosità del Radon scaturisce dal fatto che la maggior parte dei prodotti di decadimanto sono prodotti radioattivi. Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

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  46. I COLORI DELLA SICUREZZA Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  47. Cartelli di divieto Caratteristiche intrinseche: • forma rotonda; • pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello). Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  48. DIVIETO DI SPEGNERE CON ACQUA VIETATO FUMARE VIETATO USARE FIAMME LIBERE VIETATO AI PEDONI VIETATO AI CARRELLI NON TOCCARE ACQUA NON POTABILE DIVIETO DI ACCESSO AI NON AUTORIZZATI Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  49. Cartelli di avvertimento Caratteristiche intrinseche: • forma triangolare, • pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50 % della superficie del cartello) Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

  50. Materiale infiammabileo alta temperatura Materiale esplosivo Sostanze velenose Carichi sospesi Sostanze corrosive Materiali radioattivi Tensione elettricapericolosa Carrelli dimovimentazione Pericolo generico Danilo Mattei - Istituto Centrale per il Restauro

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