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Un nuovo ruolo dell’infermiere: coprotagonista dell’equipe di cura

Un nuovo ruolo dell’infermiere: coprotagonista dell’equipe di cura. Paola Di Giulio, Torino. “Oncologia” settori e momenti diversi. Dalla diagnosi precoce trattamenti attivi alle cure palliative Il cancro in fasi diverse della vita Patologia oncologica è diventata “normale”

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Un nuovo ruolo dell’infermiere: coprotagonista dell’equipe di cura

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Presentation Transcript


  1. Un nuovo ruolo dell’infermiere: coprotagonista dell’equipe di cura Paola Di Giulio, Torino

  2. “Oncologia” settori e momenti diversi • Dalla diagnosi precoce trattamenti attivi alle cure palliative • Il cancro in fasi diverse della vita • Patologia oncologica è diventata “normale” • Presa in carico e sostegno importanti sempre: fase iniziale, trattamento, ricaduta

  3. Cosa significa prendere in carico • Bisogni fisici • Bisogni psichici • Bisogni sociali • Bisogni di informazione • …………….. • Ambiente terapeutico

  4. Le risposte sono migliori se si conoscono i problemi Il vissuto soggettivo dei sintomi nei pazienti sottoposti a radioterapia pelvica Faithful et al, Eur J Cancer Care 1995; 4: 158-65 La vita dopo il trattamento per un tumore cerebrale Salander et al, Soc Sci Med 2000; 51: 589-98 La vita dopo un cancro della mammella Ferrel et al 1995; 1997; 1999 Gli esiti a distanza dopo un intervento di colostomia……

  5. La valutazione delle preoccupazioni dei pazienti • Per rispondere ai bisogni dei pazienti occorre conoscerli • Il modo in cui vengono date le informazioni è determinante nell’adattamento psicologico del paziente (Fallowfield 1992) • Discutere e risolvere le preoccupazioni dei pazienti riduce l’incidenza di distress psicologico e problemi psichiatrici (Maguire e Hopwood, 1995)

  6. La valutazione delle preoccupazioni dei pazienti • Questionario a 44 pazienti • Preoccupazioni legate al trattamento medico • Problemi sociali ed emotivi infermiere • Questionario allegato alla cartella • 45% dei pazienti affermano che compilare il questionario li aiuta ad esprimersi più facilmente • 25% migliora la relazione con il personale • 21%: medici più informati • 66% utile discutere dei problemi Dennison e Shute European J Oncol Nurs 2000; 4: 91-98.

  7. Il sostegno psicosociale • Il sostegno psicosociale può migliorare la prognosi (Grossarth-Maticeck et al 1984; Spiegal et al 1989;Fawzi et al 1990) • Chi ha un’aspettativa realistica per la diagnosi ha meno ospedalizzazioni (Hinton 1994) • Dare al paziente la possibilità di discutere quello che prova è una delle principali attività di promozione della salute (Corner 1993)

  8. La collaborazione ….. • È lavorare con altri operatori in una posizione paritaria con competenze differenziate (non solo per profilo!) • Riconoscere le differenze interne accettandole come inevitabili ricercando spazi di confronto • Non è tanto il contributo di un operatore ad essere rilevante quanto la ricerca continua di risultati integrati

  9. Quali le strategie per aumentare la collaborazione? • Il giro visita integrato aumenta la collaborazione e migliora la presa in carico dei pazienti. • Le riunioni di reparto per la discussione dei casi • Procedure che definiscano percorsi di comunicazione (es. introduzione di un’innovazione in reparto) • Cartella integrata • Comunicazione e condivisione di progetti

  10. Quali gli ostacoli • Visione gerarchica • Conflitti interprofessionali • Lavorare in gruppo/collaborare non è automatico, richiede formazione ed investimento

  11. Gli elementi essenziali … • Stare insieme in una equipe multiprofessionale è soprattutto uno sforzo intellettuale (Neal,2003) • Rinegoziare continuamente il modello assistenziale che si vuole perseguire (presa in carico ?) è una strategia vincente

  12. Il caso-modello delle cure palliative • Modello assistenziale di presa in carico ed accompagnamento • Attenzione alla persona nel/con il suo nucleo • Spazio per la comunicazione • Indispensabile pianificazione: non esiste il paziente standard

  13. La fase di follow-up 2/3 dei pazienti a cui è stato diagnosticato un cancro, sopravvivono per più di 5 anni alla malattia. Si conosce poco dei bisogni di queste persone • descrivere l’epidemiologia degli esiti a lungo termine; • valutare l’efficacia degli interventi per promuovere stili di vita e comportamenti ottimali; • identificare i pattern di cura per questa popolazione; • analizzare i bisogni di popolazioni poco rappresentate in letteratura ( anziani, persone con bassa scolarità, minoranze etniche …); • valutare l’impatto del cancro sulla famiglia.

  14. Le priorità • Diversi autori (Bellizzi et al., 2005; Guidry et al., 2005; Gant et al., 2002) raccomandano la necessità di destinare risorse per questi pazienti. • Le visite di follow-up dovrebbero essere l’occasione per monitorare non solo gli effetti collaterali ma anche fornire supporto psico-sociale.

  15. Quali sono gli elementi di un follow-up efficace? • Continuità • Piani personalizzati • Contatti con gli altri professionisti • Pianificazione delle strategie di presa in carico • Protocolli • Telefono • Visite domiciliari • Formazione/esperienza • Counseling

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