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Pedagogia di comunità Come progettare? Metodi e strumenti

Pedagogia di comunità Come progettare? Metodi e strumenti. Pedagogia e comunità: la dimensione sociale dell’azione educativa, la comunità come insieme di attori formali ed informali che interagiscono.

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Pedagogia di comunità Come progettare? Metodi e strumenti

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Presentation Transcript


  1. Pedagogia di comunitàCome progettare?Metodi e strumenti Pedagogia e comunità: la dimensione sociale dell’azione educativa, la comunità come insieme di attori formali ed informali che interagiscono. Concezione ecologica dello sviluppo umano: ecosistema di relazioni sociali e culturali (Urie Bronfenbrenner) Locale , glocale, globale (C.Geertz) La comunità come spazio di rappresentazioni sociali che struttura la natura delle relazioni (S.Moscovici) Come educare la comunità e i suoi attori? Processi d’inculturazione e d’acculturazione La persona e la comunità: la persona come insieme di relazioni e non come individuo atomizzato Come educare la comunità ad accogliere, prendersi cura di, cooperare, dialogare, partecipare, costruire degli spazi di cittadinanza attivare promuovere delle dinamiche comunicative inclusive Come tenere uniti il particolare e il globale? Partire dal bisogno particolare e farlo diventare bisogno generale, bene comune La gestione del tempo e dello spazio di vita comune in termini inclusivi La ricostruzione dei legami sociali, beni relazionali

  2. Pedagogia di comunitàProcessi decisionali La lettura delle dinamiche sociali nella comunità: rappresentazioni, senso comune diffuso, rapporti tra gruppi, gruppi dominanti e gruppi dominati, chi decide e dove? Come diventare soggetto autore in grado di modificare le rappresentazioni delle ‘maggioranze’ (il concetto di maggioranza e minoranza come costruzione socio-culturale) e quindi atteggiamenti e modalità relazionali Interdipendenze e processi di riconoscimento: lettura dei bisogni e legame tra bisogni particolari e bisogni collettivi La presa di coscienza aumenta il potere decisionale degli attori della comunità: la partecipazione attiva alla costruzione di un sistema di rapporti dove si sviluppa una intelligenza relazionale collettiva (Kurt Lewin, Herbert Blumer, Gregory Bateson)

  3. Progettazione e Pedagogia di comunitàMetodi e strumenti Fare una analisi di comunità partendo da un ‘bisogno particolare’ ; il profilo di comunità: risorse, attori, zone di sviluppo potenziale, dinamiche sociali Condividere l’analisi e il profilo di comunità con gli altri attori e trasformare il bisogno particolare in un bene comune attraverso la co-progettazione Come coinvolgere i diversi attori e attivare un processo partecipativo di co-costruzione Tutti sono co-autori oltre che co-attori: partecipazione attiva dei cosiddetti ‘soggetti svantaggiati o deboli’ Processo d’empowerment e attivazione di processi decisionali tramite la presa di coscienza; uscire dal ghetto dell’autoreferenzialità e produrre bene relazionale

  4. Un approccio pedagogico interattivoLa pedagogia dell’autonomia, l’autoeducazione della comunità e la maieutica di gruppo • Il modello del gruppo di cultura e di presa di coscienza: Paulo Freire • Individuare insieme i temi generatori • Costruire insieme oggetti, modalità e obiettivi • Partire dai racconti di ogni attore e attraverso la narrazione costruire lo spazio progettuale della presa di coscienza individuale e collettiva • In ogni atto narrativo vi sono vissuti, rappresentazioni , bisogni e indicazioni • Dal disagio confuso alla presa di coscienza, dalla sofferenza alla progettualità • Diventare autori insieme ad altri del processo di cambiamento 2) L’autoeducazione della comunità e la costruzione di spazi d’incontro:Raffaele Laporta • attività di mediazione pedagogica che educano gli attori a dialogare, cooperare, partecipare, accogliere, prendersi cura di e comunicare in modo inclusivo • Creare prossimità e sviluppare il sentimento dell’eguaglianza (il riconoscimento di ognuno come simile e diverso insieme) • I mediatori attivi sono i cosiddetti ‘soggetti deboli’ o senza voce che prendono la parola trasformando la loro condizione particolare in una questione che riguarda tutta la comunità • Le attività sociali, culturali diffuse promuovono la partecipazione e la cittadinanza attiva modificando le rappresentazioni collettive

  5. Maieutica di gruppoLa maieutica di gruppo di Danilo Dolci 3) “Sviluppare una struttura maieutica reciproca sempre più complessa sui bisogni urgenti della vita sociale delle persone”(Danilo Dolci) Il laboratorio maieutico: un laboratorio educativo in cui vengono valorizzate le conoscenze e le esperienze di ciascun partecipante, valorizzati anche gli spazi, i tempi, le culture e i linguaggi diversi. Il laboratorio maieutico mentre impone ad ognuno grande capacità di ascolto , richiede pure di mettersi in discussione, di essere disposto a modificarsi attraverso il confronto Sviluppare nuove possibilità, nuove capacità • Concetti pedagogici della maieutica di gruppo: • Rispetto e potenziamento • Creatività • Disponibilità reciproca • Imparare a riconoscere i problemi • Imparare ad ascoltare e osservare • Imparare a partecipare e co-organizzarsi • Imparare ad affrontare i conflitti in modo non violento • Imparare a criticarsi • Eliminare i rapporti di dominio e di sudditanza instaurando un clima comunicativo sereno • Valorizzare le differenze • Sapere amare • Acquisire il sentimento dell’eguaglianza • Progettare insieme facendo crescere collettivamente un’altra visione della vita e della società

  6. Ricerca-azione partecipata e autogestione pedagogica Ogni attore , soprattutto se considerato come ‘soggetto debole’ , è un ricercatore in azione che produce dei saperi La pedagogia istituzionale (analisi istituzionale) (Jean Oury): considera l’attore come essere psicosociale, con i propri bisogni e la propria visione del mondo in un contesto di relazione determinato; usa delle tecniche di mediazione per attivare cooperazione e collaborazione nel processo di svellamento delle relazioni di potere L’autogestion pedagogica : la partecipazione come attore-ricercatore riconosciuto favorisce il processo di autocoscienza e di autodeterminazione decisionale(vedi G.Lapassade) Il potenziamento delle capacità analitiche, riflessive e comunicative favorisce lo sviluppo di competenze autovalutative; decostruire costantemente la cristalizzazione delle strutture relazionali in strutture di dominio

  7. L’esperienza cooperativa: l’apprendimento tramite la collaborazione e l’aiuto reciproco Célestin Freinet fa del gruppo classe una piccola repubblica di liberi e eguali: apprendimento del sentimento dell’uguaglianza nella relazione con l’altro diverso da sé L’esperienza collettiva e cooperativa favorisce lo sviluppo del senso di socialità e il rispetto sia dell’altro che del bene comune Il fare insieme , il lavorare insieme dove ognuno fa a secondo i suoi bisogni e capacità permette d’integrare individualità e socialità (A.Makarenko) Lo sviluppo del senso di fraternità Il mutuo aiuto forma la personalità nel rapporto con l’alterità Le differenze sono una ricchezza , vi è spazio per tutti e la possibilità per ciascuno di sviluppare le proprie capacità e di accedere alle stesse opportunità Il concetto di persona e non d’individuo: la persona come insieme di relazioni e di legami e non l’individuo atomizzato (P.Kropotkin e M.Benasayag) Un concezione inclusiva e egualitaria della società: una libertà responsabile (I care di Don Lorenzo Milani, il contrario del me ne frego fascista e liberista) Pedagogia della cooperazioneAiuto reciproco e sentimento dell’uguaglianza

  8. Bibliografia Goussot A (2011), Le pedagogie dell’uguaglianza , Edizioni del Rosone-Foggia Balducci E (1994), L’uomo planetario, Fiesole Benasayag M (2007), le mythe de l’individu, La Découverte, Paris Freinet C (1978), L’Educazione del lavoro , Editori Riuniti, Roma Freire P (2000), Pedagogia dell’autonomia , Edizioni Ega-Torino Laporta R (1978), L’autoeducazione delle comunità , Nuova Italia-Firenze Ragone Michele (2010), Le parole di Danilo Dolci, Edizioni del Rosone, Foggia Educare per una cittadinanza globale (a cura di marco Galiero) (2009), EMI, Bologna Kropotkin P (1905), Etica del mutuo aiuto (Lanciano) Lapassade G (1996), In campo. Contributo alla sociologia qualitativa, Pensa Multimedia Lapassade G (1980), L’autogestione pedagogica, Franco Angeli, Milano Nanni A- Curci S (2009), Dal comprendere al con-vivere, EMI, Bologna

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