1 / 26

Il Persico reale

Il Persico reale. Carta d’identità. Nome scientifico: Perca fluviatilis Nome comune: Persico reale Famiglia: Percidi Nome inglese: European perch. La morfologia.

stu
Download Presentation

Il Persico reale

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Il Persico reale

  2. Carta d’identità Nome scientifico: Perca fluviatilis Nome comune: Persico reale Famiglia: Percidi Nome inglese: European perch

  3. La morfologia Corpo con dorso arcuato, muso breve, colorazione variabile in relazione a fattori alimentari ed ambientali, generalmente di colore verde giallastro con alcune bande nere verticali, due pinne dorsali, la prima pinna dorsale con macchia nera posteriore, pinne ventrali in posizione toracica, pinna anale, pinna caudale bilobata, opercolo con una spina al margine. Dimensioni massime: lunghezza cm 51, peso 5 kg.

  4. La pinna dorsale anteriore, formata da raggi spinosi, può essere sollevata a scopo difensivo

  5. La distribuzione geografica E’ presente in tutta Europa ad eccezione della Spagna. Nel nostro Paese il suo areale di distribuzione originario era limitato alle acque dell’Italia settentrionale ma in seguito è stato diffuso dall’uomo in numerose altre località; recentemente è stato introdotto al Sud e nelle isole. In Umbria è presente prevalentemente nelle acque lacustri rispetto alle acque correnti; la sua presenza è significativa nel Lago Trasimeno, nelLago di Piediluco e nellago di Corbara.

  6. Il comportamento Il Persico reale haabitudini sedentarie e gregarie (cioè vive in branchi) soprattutto in età giovanile; gli adulti tendono a diventare solitari. è attivo prevalentemente durante il giorno. Nuota velocemente e a sbalzi; il suo modo di cacciare consiste nel lanciarsi a zig-zag in mezzo ai branchi di piccoli pesci, scompigliandone le file.

  7. Vive nell’ambiente lacustre litorale e fluviale con acque a velocità moderata, ben ossigenate e con vegetazione; durante l’inverno, nei laghi, si porta alla massima profondità; è particolarmente sensibile all’inquinamento organico L’Habitat

  8. L’alimentazione La dieta varia a seconda dell’età: da giovane si nutre di invertebrati, da adulto preda piccoli organismi che vivono sul fondo dei fiumi e dei laghi (benthos) e di pesci. Possono verificarsi fenomeni di cannibalismo.

  9. Il persico reale è un pesce carnivoro

  10. La posizione nella catena alimentare

  11. La riproduzione ♀♂ Il periodo della riproduzione nel lago di Piediluco ricade nei mesi di marzo-aprile; la maturità sessuale viene raggiunta di norma nel secondo anno di vita.

  12. la deposizione delle uova è notturna Leuova sono raccolte in un nastro gelatinoso di colore biancastro che viene adagiato sulla vegetazione acquatica o sui sassi in prossimità delle rive

  13. In 10-15 giorni nascono avannotti in grado di nuotare precocemente e di nutrirsi autonomamente a spese dello zooplancton.

  14. La determinazione dell’età LeSCAGLIEsono formazioni ossee inserite nella pelle, incastrate fra loro come le tegole di un tetto. La deposizione del calcio sulla scaglia forma una serie di anelli concentrici chiamatiCIRCOLI. La crescita della scaglia è continua ma non costante. Nel periodo invernale la crescita rallenta per cui si forma una zona in cui si ha un infittimento dei circoli e che prende il nome diANNULO. Contando il numero di annuli è possibile quindi risalire al numero di inverni vissuti dal pesce.

  15. I fattori di disturbo

  16. L’inquinamento Aiuto!!! La situazione della fauna ittica, ed in particolare del Persico reale, si inserisce nel quadro di degrado ambientale dovuto all’insorgenza di fenomeni di eutrofizzazione delle acque registrati negli ultimi anni nel lago di Piediluco e dovuti al carico dei nutrienti apportati dai fiumi Nera e Velino

  17. La pesca sportiva

  18. Interesse per la pesca Il Persico reale è una specie molto apprezzata ed oggetto di intensa pesca, sia da parte dei professionisti che degli sportivi. Per la pesca sportiva possono essere utilizzate esche naturali ed artificiali. La carne è di ottima qualità. Le uova non sono commestibili in quanto tossiche.

  19. Le esche artificiali

  20. E’ andata proprio bene oggi !! Gestione irrazionale La pesca professionale

  21. La pesca professionale Meglio pensare anche a domani!!! Gestione razionale

  22. La taglia minima legale ha lo scopo di permettere al pescedi riprodursi almeno una volta prima di essere catturato Periodo di divieto di pesca: dal 15 marzo al 15 aprile Il divieto di pesca durante il periodo riproduttivo ha lo scopo di evitare il prelievo dei riproduttori Lunghezza minima di cattura: 16 centimetri Numero massimo di pesci catturabili: 20 al giorno La pesca determina una mortalità che si aggiunge a quella naturale, e quindi causa una ulteriore diminuzione del numero di pesci che compongono la popolazione, perciò è necessario limitare il prelievo La regolamentazione della pesca

  23. E’ l’unica specie catadroma delle acque interne italiane. La riproduzione, infatti, avviene in mare e all’inizio della migrazione gli adulti subiscono una serie di modificazioni morfologiche: assumono colorazione più scura sul dorso e argentea sul ventre, occhi più grandi, pelle più spessa, scaglie meno evidenti e pinne pettorali più appuntite e scure (anguille “argentine”).

  24. La bibliografia Il Persico reale e l’anguilla • Quaderni Regione dell’Umbria - 1992 - Conoscere l’Umbria. Pesci e altri organismi acquatici. Cornicchia grafiche, Perugia, pp.115 • Bruno S. - 1987 - Pesci e crostacei d’acqua dolce. Ed. Giunti, Firenze, pp.286. • Chaumeton H. - 1986 - La pesca e i pesci d’acqua dolce. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, pp.367.

More Related