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PROGETTO INTERREG

LA NOSTRA STORIA RELIGIOSA. PROGETTO INTERREG. Anno Scolastico 2003 - 2004. SCUOLA MEDIA G. CAPPAI SORSO - SASSARI. Scopo di questo lavoro è: Far conoscere i luoghi di culto presenti nel nostro paese; Presentare alcune caratteristiche legate ai culti e alla devozione alla Madonna;

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Presentation Transcript


  1. LA NOSTRA STORIA RELIGIOSA PROGETTO INTERREG Anno Scolastico 2003 - 2004 SCUOLA MEDIA G. CAPPAI SORSO - SASSARI

  2. Scopo di questo lavoro è: Far conoscere i luoghi di culto presenti nel nostro paese; Presentare alcune caratteristiche legate ai culti e alla devozione alla Madonna; Riconoscere che siamo membri di una comunità cristiana integrata nella Chiesa Universale. Introduzione lavoro classi 1° C – 1° F

  3. La Chiesa di San Pantaleo Martire risale al secolo XIX (1836 – 1856); E’ situata nella piazza omonima, ed è sorta al posto della prima chiesa parrocchiale, fatta demolire, perché fatiscente, dall’ Arcivescovo Mons. Giovanni Antonio Gianotti; La ricostruzione fu affidata all’architetto Fra Antonio Cano e successivamente, dopo la sua morte avvenuta nel 1840, agli architetti di Sassari, Angelo M. Piretto e Francesco Agnesa; E’ stata aperta al culto, anche se non ancora finita, il 12 marzo del 1856; Parrocchia San Pantaleo Martire

  4. La Chiesa è dedicata a San Pantaleo, martire di Nicomedia in Bitinia (Asia Minore), la cui festa liturgica si celebra il 27 luglio; Il Santo. venerato nell’antichità e nel Medio Evo, in oriente ed in occidente. è considerato il patrono dei medici; Il suo culto è tutt’oggi molto diffuso in Sardegna e varie Chiese Parrocchiali, come Sorso, lo venerano come Patrono; San Pantaleo Martire

  5. La parrocchia di San Pantaleo Martire aveva il titolo di Pievania ed era guidata da un pievano, oggi chiamato parroco • Guida attualmente • la parrocchia il • Parroco don • Giovanni Manca • a Sorso dal 1975  Altre immagini della parrocchia di San Pantaleo Martire  • Collabora, come vice parroco, il giovane • Prete don Salvatore Fois a Sorso dal 2002

  6. Cenni storici • Il campanile esistente (vedi foto a lato) risale al 1899 ed è opera dell’architetto Vincenzo Soggia; • Si presenta maestoso e ricco nell’architettura; • La cella campanaria ospita due campane: la grande (Do) del 1820, la piccola (Re) del 1505.

  7. Cenni Storici Lungo le navate laterali si presentano sei cappelle,tre per lato LATO DESTRO LATO SINISTRO • Cappella delle anime Con bassorilievo in gesso raffigurante la pietà (vedi Lato) dello scultore G.Leonardi; • Cappella del Sacro Cuore • Cappella del Crocifisso del XV – XVI secolo, in legno. • Cappella di S. Agostino del 1600 circa; • Cappella dell’Immacolata accoglie una statua in carta- pesta del 1938 realizzata dallo scultore Siculella di Sassari; • Cappella di San Giuseppe con statua in legno del secolo XVIII.

  8. San Pantaleo Martire La parrocchia di San Pantaleo Martire fu consacrata il 3 maggio del 1894 da Monsignor Diego Marongio Arcivescovo di Sassari. (tale avvenimento è attestato dalla lapide di marmo posta all’interno della chiesa)   Crocifisso del 1400 

  9. Parrocchia Santa Monica

  10. Consacrazione della Chiesa Il vescovo Mons. Salvatore Isgro’ consacra la nuova chiesa di Santa Monica alla presenza del Parroco Don Giuseppe Piras, dei sacerdoti e di molti fedeli

  11. Monica: donna di grande fede e coraggio

  12. Particolari della chiesa di S. Monica

  13. Santa Monica

  14. Chiesa – Oratorio di Sant’Anna • La chiesa di Sant’Anna è una chiesa devozionale del 1700, diventata poi sede della Confraternita della B.V. d’Itria; • Conserva un altare ligneo datato 1720 raffigurante S. Anna con Maria fanciulla; • Al lato destro dell’unica navata si trova la cappella con altare in pietra dedicata a Santa Lucia con statua del secolo XVI –XVII;  La chiesa di Sant’Anna appartiene al territorio della Parrocchia di San Pantaleo Martire

  15. Oratorio di Sant’ Anna • In questa chiesa è conservato uno dei simulacri della Madonna d’Itria (festeggiata nella chiesa di Convento nel mese di settembre); • Si celebrano due feste: La festa di Sant’Anna il 26 luglio  La festa di Santa Lucia il 13 dicembre

  16. Chiesa – Oratorio di Santa Croce • Della confraternita dei Disciplinati o di Santa Croce; • In stile gotico – romano con volte a crociera del secolo XVI. Nel 1800 trasformata nell’unica navata con archi a tutto sesto in volta a botte; • Il presbiterio accoglie un altare ligneo del ‘600 con quattro colonne con al centro un grande crocifisso del 1400 e con cimerio in tela dipinta raffigurante Madonna che col manto protegge devoti, recentemente restaurati;

  17. Oratorio di Santa Croce portone • Lungo la navata, • al lato sinistro, agli • Inizi del XIX sec. Venne • Eretto l’altare in pietra • della Vergine Addolorata • di stile barocco; • In questa chiesa si celebra la festa della • Esaltazione della Croce il 14 settembre campanile del XV secolo

  18. Chiesa B.V. D’Itria (Convento) • La chiesa è localizzata in piazza Marginesu ed è dedicata alla Beata Vergine d’Itria; • (1720) è chiamata anche Convento perché era la Chiesa del convento dei frati Minori Osservanti confiscato dallo stato italiano nel 1870, oggi sede dell’amministrazione comunale;

  19. Convento ( B. V. d’ Itria) • Unica navata con ampio presbiterio con altare in marmo e tre nicchie che accolgono: • la centrale il gruppo ligneo della B,V, D’Itria, arte povera del ‘700; • quella di sinistra statua lignea di San Diego francescano; • quella di destra statua lignea di San Francesco.

  20. Convento: Beata Vergine d’Itria Dalla navata si aprono sei cappelle: Destra: Cappella dedicata alle anime; Cappella dedicata a S. Salvatore da Orta francescano; Cappella a tre nicchie con statue della Madonna della Medaglia Miracolosa, del S. Cuore e di S. Giuda Taddeo; Sinistra: Cappella dedicata a S. Elena con statua equestre di Costantino Imperatore; Cappella molto profonda con tre nicchie al centro S. Antonio da Padova, a sinistra S. Cristoforo; Cappella dedicata al Crocifisso e Addolorata. Alla sinistra della navata si affaccia un pulpito in legno prezioso dipinto. L’interno attraverso un prezioso portone ligneo, si affaccia ad un atrio quadrato con scalone, e da qui con cancello alla grande piazza alberata con al centro il monumento ai caduti.

  21. Chiesa di Cappuccini (Santuario) • Si trova nel territorio della parrocchia di San Pantaleo, non lontano da essa, in via Cappuccini; • Il santuario, è dedicato alla Madonna di Noli Me Tollere con annesso il convento dei Padri Cappuccini, custodi del santuario (sec. XVII); • L’immagine della Madonna, che tiene il bambino lungo le braccia, ha dei richiami bizantini. Di fattura lineare, semplice e pura, riveste l’antico costume locale;  Facciata del santuario • Immagine della Madonna di Noli Me Tollere

  22. Santuario della Madonna di Noli Me Tollere • È una chiesa dallo stile francescano con lo stemma dei bracci incrociati di Cristo e di Francesco e con gli altari delle cappelle laterali in legno scuro, oggi corretti; • Nell’altare maggiore , di pietra e stucco, domina la nicchia con statua lignea della Madonna risalente forse al secolo XVIII; • La festa viene celebrata il 26 maggio ed è organizzata dall’associazione degli agricoltori che la considerano loro patrona.

  23. Storia dell’apparizione della Madonna  Apparizione della Vergine Maria al muto • La devozione alla madonna si fonda su una antica tradizione, risalente al XIII secolo, precisamente al 1208; • A seguito di una apparizione ad un muto e al ritrovamento di una statua della madonna con bambino in una zona tra il paese e il mare; • Portata nel paese ed accolta con grande devozione nella chiesa parrocchiale, fece capire di volere una chiesa sua propria nel luogo da Lei indicato. L’immagine della Vergine ritrovata sull’albero di olivo

  24. Un po’ di storia • La madonna apparve a un sordomuto il 26 maggio del 1208 mentre si trovava sulla spiaggia di Rena Bianca; • La signora gli ordinò di rientrare subito al villaggio e chiamare i sacerdoti e i fedeli per andare a prenderla; • La vergine voleva stabilirsi tra loro per proteggerli e difenderli dagli attacchi dei pirati e dei saraceni che seminavano terrore e morte; • Il sordomuto obbedì e arrivato in paese riacquistò la voce potendo così raccontare quanto accaduto; • Tutti accorsero sul luogo indicato ma al posto della signora trovarono la statua della madonna che in processione portarono alla chiesa parrocchiale; • L’indomani però la statua non era più al suo posto, un contadino la ritrovò su una pianta di olivo nel suo podere, due giorni dopo; • Venne riportata in chiesa, ma il giorno dopo sparì di nuovo. Fu ritrovata nello stesso podere con la scritta sotto i piedi “Noli Me Tollere” che significa “non togliermi da qui”. Venne allora fatta promessa di edificare in qual luogo una chiesa.

  25. Il Santuario meta di pellegrinaggio • Preddugnanu (1940) luogo, secondo la tradizione, in cui sostò l’immagine della Madonna mentre veniva portata processionalmente in chiesa. Tale luogo, assieme al santuario, è oggi meta di pellegrinaggio per molti fedeli. Alunni della scuola media di Cecina (Toscana) In visita al santuario di Noli Me Tollere 

  26. Preghiere ed inni alla Vergine

  27. Preghiere

  28. Gosos alla Vergine di Noli Me Tollere

  29. Le celebrazioni della Settimana Santa • Apartire dalla Domenica delle Palme, la comunità cristiana di Sorso celebra i riti della Settimana Santa; • Assieme alla processione dei misteri (domenica delle palme) particolare significato assumono i riti del giovedì e del venerdì Santo; • Al giovedì nelle varie chiese vengono allestiti i sepolcri (vedi foto lato sinistro); • Al venerdì, oltre alla processione nelle varie chiese per la visita ai sepolcri, particolarmente sentita è la via crucis al monte (foto lato destro); Sepolcro della parrocchia di S. Pantaleo Una delle nicchie (via crucis) poste sulla via del monte Sepolcro del santuario dei cappuccini La croce sul monte ( XII stazione)

  30. Venerdì Santo: “S’iscravamentu” • Il venerdì santo , tra i riti che caratterizzano la tradizione religiosa del popolo sorsense c’è quello dell’iscravamentu; • Durante le celebrazioni della settimana santa alcuni abitanti del paese usano vestirsi come ai tempi di Gesù per ricordare i personaggi di allora ( San giuseppe d’Arimatea, Nicodemo, le pie donne, ecc.. ) e tanti bambini vestiti da angioletti; • Al termine della predica, che commenta la scena di Gesù deposto dalla croce, il Cristo viene deposto nella lettiga e portato in processione per il paese , seguito dalla statua della madonna dolorosa che accompagna il figlio ucciso alla sepoltura; • Tutte queste celebrazioni hanno poi culmine con la Domenica di Pasqua , giorno di Ressurrezione.

  31. Conclusione A conclusione di questo lavoro le classi 1° C e 1° F, guidati dall’insegnante di Religione, professoressa Anna Salis, Vogliono lanciare un messaggio di Speranza riprendendo le parole di Giovanni Paolo II° ai ragazzi: “ Voi siete la giovinezza delle nazioni e delle società, la giovinezza di ogni famiglia e dell’intera umanità, voi siete anche la giovinezza della Chiesa.Tutti guardiamo in direzione vostra, perché noi tutti, grazie a voi, in un certo senso ridiventiamo di continuo giovani. Pertanto, la vostra giovinezza… è un bene dell’umanità stessa”. Celebrazione in piazza San Pietro (Roma)

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