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Stage aggiornamento interregionale Arbitri 17-18 settembre 2011. L ’ Arbitro e il gruppo: quali relazioni. Roberto Mauri Comitato Tecnico Scientifico nazionale. X dice A, l ’ interlocutore dice B, il disaccordo è sul contenuto del problema.
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Stage aggiornamento interregionale Arbitri 17-18 settembre 2011 L’Arbitro e il gruppo: quali relazioni Roberto Mauri Comitato Tecnico Scientifico nazionale
X dice A, l’interlocutore dice B, il disaccordo è sul contenuto del problema. E’ possibile mediare, non c’è un contrasto per partito preso fra le due persone Se X dice di fare A, ciò viene portato a termine senza discussioni. Dipendenza Conflitto fisiologico Contro dipendenza Interdipendenza Se X dice A e l’altro dice B, attraverso un confronto di competenze si raggiunge un accordo Se X dice A, viene fatto B per il solo fatto che l’ha detto X. Il disaccordo è sulla relazione La relazione con il gruppo
La relazione con il gruppo/1 Comando & ordini Dipendenza arbitro gruppo
La relazione con il gruppo/2 Inganno & provocazioni Controdipendenza gruppo arbitro
La relazione con il gruppo/3 Dispute & mediazioni Conflitto fisiologico arbitro gruppo
La relazione con il gruppo/4 Confronto & autorevolezza interdipendenza arbitro gruppo
Complimenti! consiglio … Atti.sportiva uffici Presidenza Gruppo arbitri commissioni Il Gruppo Arbitri è spesso la realtà organizzata più grande all’interno del Comitato formazione
Quali relazioni? comitato Servizio tecnico Finanziamentoattività interna arbitri una relazione strumentale?
La tentazione consiglio … Atti.sportiva uffici Presidenza Gruppo arbitri commissioni Essere entrambi AUTOREFERENZIALI formazione
Dalla cultura del GRUPPO, alla cultura dell’ASSOCIAZIONE Da una visione autocentrata alla interdipendenza Per una relazione di qualità saper far fare saper essere saper fare sapere cosa mi chiede il Comitato come vivo il mio ruolo cosa conosco e so realizzare come gestisco risorse e relazioni 10
Come far crescere le relazioni Condivisione => cosa abbiamo in comune? Contribuzione => cosa offriamo di specifico? Comunicazione => conoscere/farsi conoscere
Condivisione => cosa abbiamo in comune Missione Perché esistiamo, che compito abbiamo Visione Come leggiamo i ‘segni dei tempi’ Lo sport come sfida educativa REALIZZARE RELAZIONI, NON SOLO PRESTAZIONI EDUCARE CONLO SPORT EDUCARE PER LO SPORT PROMUOVERE ENTUSIASMO E FIDUCIA NELLA VITA EDUCARE NELLOSPORT ATTRAVERSO ESPERIENZE AGONISTICHE POSITIVE SPERIMENTABILI E GODIBILI DA TUTTI EDUCARE ALLOSPORT
Contribuzione => cosa offriamo di specifico una sensibilità culturale L’attenzione alla prevenzione La ricerca della legalità Il valore dell’eguaglianza
Comunicazione => conoscere/farsi conoscere Lettera nuovi arbitri LETTERA AD UN GIOVANE ARBITRO Ancora da scrivere Arbitri a casa tua Presenza arbitri in corsi per altre figure e viceversa
Personalizzazione del ruolo: Eccesso di investimento emozionale dei bisogni individuali sul ruolo arbitrale I I Eccesso di interiorizzazione degli obiettivi arbitrali come bisogni individuali Spersonalizzazione del ruolo: R R R Carente investimento emozionale dei bisogni individuali sul ruolo associativo Carente interiorizzazione degli obiettivi associativi come bisogni individuali Responsabilizzazione: Adeguato investimento emozionale dei bisogni individuali sul ruolo associativo I Adeguata interiorizzazione degli obiettivi associativi come bisogni individuali Stile arbitrale…. Stile relazionale L’ARBITRO SONO IO! FACCIO L’ARBITRO SONO L’ARBITRO I = Identità R = Ruolo
poi accade quello che non ti aspetti… 1992 Atalanta – Cremonese 1-0 ultimo minuto….
Lo stile responsabile Ruoli e compiti sono assegnati e verificati dalla organizzazione, la responsabilità nasce dalla persona, non può essere imposta o pretesa • è consapevole del proprio ruolo, ma è pronto ad andare oltre il ruolo, per il bene del gruppo • si basa sulla fiducia negli altri, prendendo le sue decisioni in modo chiaro e mostrando di capire la posizione altrui • sviluppa un rispetto verso tutti, superando gelosie e polemiche
Per costruire relazioni di qualità • dimostrare per primi fiducia nell’altro • essere attenti ai bisogni ed agli interessi delle persone • promuovere lo spirito di collaborazione • esprimere il progetto con chiarezza e sintesi • perseguire gli obiettivi con coerenza • lasciare da parte i pregiudizi nel valutare le proposte • non chiedere mai ad altri di fare ciò che non fareste voi per primi 18 18
Salvaguardare il confronto 1) Credere di avere obiettivi contrastanti 2) La comunicazione tra le parti deve essere possibile 3) Possibilità di soluzioni intermedie e compromessi 4) Possibilità per le parti di fare offerte e controfferte provvisorie 5) Definizione di un accordo tra tutte le parti TUTTE LE PARTI COINVOLTE DEVONO POTER PERCEPIRE UN POTENZIALE VANTAGGIO DAL CONFRONTO CON LE ALTRE
ricordate Per concludere Nessuna competenza vale più del modo di proporla